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Tragedia in segheria, aperta un’inchiesta sull’incidente mortale di Luni foto

Nicola Iacobucci lavorava per una ditta in subappalto ed è stato travolto dal silo pieno di marmettola, lascia la compagna e due figli. Gozzani (Cgil): «Nel Paese c'è troppa retorica, non si fa abbastanza per evitare queste tragedie»

LUNI – I Vigili del Fuoco hanno lavorato tutto il pomeriggio per recuperare la salma di Nicola Iacobucci, operaio di 36 anni originario di Montignoso che ha perso la vita intorno alle 14 di oggi in una segheria di marmo in disuso nella zona industriale di Luni. L’uomo si trovava nel cestello di un mezzo e sta lavorando su un silo pieno di marmettola alto alcuni metri, quando i pilastri che lo sorreggevano hanno ceduto improvvisamente. La struttura di ferro si è inclinata su un lato travolgendolo senza lasciargli possibilità di fuga.

Sul posto sono subito intervenuti Carabinieri, Polizia e personale ASL5 del dipartimento sicurezza sul lavoro mentre a pochi metri di distanza si sono radunati parenti, amici e colleghi straziati da un incidente tanto improvviso quanto tragico. Fra loro è accorsa anche Barbara, compagna e madre dei suoi due figli di 8 e 12 anni con i quali viveva a Montignoso.

Da tre giorni la ditta stava lavorando in subappalto – impiegando la vittima e altre due persone – all’interno dell’area per la rimozione di ferro e altri materiali. “Passiamo sempre per quelli che vogliono stare a sindacare – ha osservato amaramente Paolo Gozzani, segretario Cgil Massa-Carrara rimasto sul posto per diverse ore – ma in questi giorni ci sono stati due incidenti mortali e quotidianamente in Italia ce ne sono quattro. Purtroppo nel Paese c’è tanta retorica, tutti sono solidali e accendono i riflettori nel momento dell’incidente poi però non si fa abbastanza. Quando succedono queste cose ci sono invece responsabilità enormi. Spesso – ha aggiunto – non si riesce a capire per chi lavorano i ragazzi in subappalto e che livello di formazione e consapevolezza hanno, qualcuno dovrebbe vigilare. Anche oggi qui un giovane è uscito di casa per andare a lavorare e non è tornato”.

Dopo il complicato recupero della salma effettuato dai Vigili del Fuoco di Sarzana – che ha reso necessario l’impiego del gruppo operativo speciale con i mezzi d movimento terra e di una autogru del comando di Genova – e il riconoscimento effettuato da un parente, il corpo di Iacobucci è stato trasferito all’obitorio del Sant’Andrea della Spezia dove resta a disposizione del magistrato che sta coordinando le indagini mentre l’area è stata messa sotto sequestro.