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Violenta l’ex compagna, scarcerato dopo 5 mesi. La vittima: «Sarà fatta giustizia»

Brutta vicenda per una donna di Carrara. L'uomo le aveva telefonato dicendo di sentirsi male, attirandola nella loro ex casa

CARRARA – Brutta vicenda per Stefania Rossi, nome di fantasia di una donna di Carrara vittima di violenza. Nei primi giorni di maggio 2018, dopo aver chiuso una relazione burrascosa, Stefania denuncia il suo ex compagno per averla minacciata, dato uno schiaffo e requisito le chiavi della macchina. Si trasferisce a casa della madre dove rimane fino al 31 maggio, quando riceve una telefonata di richiesta di aiuto proprio dall’ex compagno. Telefonata in cui l’uomo affermava di sentirsi male, di aver bisogno di andare in ospedale e di non sapere a chi rivolgersi. A quel punto, forse ingenuamente, forse in virtù di quell’affetto che rimane dopo 13 anni di relazione, Stefania si reca nella casa che fino a 20 giorni prima era stata anche la sua.

Ed ecco che la vita della donna cambia: le percosse, la violenza sessuale ed una frase agghiacciante: “Oggi questo è il programma della tua giornata”. Ma Stefania trova la forza, dopo la violenza, di andare in ospedale, dove viene formulata la diagnosi di violenza sessuale e fisica con una prognosi di 25 giorni. A quel punto parte il codice rosa e tutto l’iter che ne consegue: la vittima si presenta ad ogni udienza e l’uomo, ad aprile 2020, viene condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione.

Poi arriva la richiesta di appello. E nel frattempo scadono i termini di custodia cautelare in carcere, dove per altro l’uomo si trovava già per l’esecuzione della pena di un altro reato. Da ieri, 30 settembre 2020, l’imputato è fuori dal carcere con il solo obbligo di dimora nel comune di Castelnuovo Magra ed il divieto di uscire nell’orario compreso tra le 19 e le 7. Dagli atti si evince che attualmente soggiorna presso un hotel a Castelnuovo Magra ed ha pronto un lavoro a Pietrasanta presso la ditta di un vecchio amico, quindi a breve potrebbe trasferirsi nel comune della Versilia.

“Denunciate! Non posso dire che tutto abbia funzionato come mi sarei aspettata, ma le cose stanno cambiando – è l’appello della vittima a tutte le donne nella sua condizione – Io non permetterò che il mio ex condizioni ancora la mia vita, sono consapevole che potrei un giorno incontrarlo, ma sono anche fiduciosa sul fatto che sarà fatta giustizia. Rifarei tutto, dalla denuncia alla presenza alle udienze. Ciò che ho sbagliato, e metto in guardia tutte le donne: è l’essere caduta nella trappola della sua richiesta di aiuto quella mattina”.

Solidarietà nei confronti della donna da parte di Sonia Castellini, coordinatrice provinciale di Azzurro Donna (Forza Italia): “Auspico che si possano rivedere i protocolli in certe situazioni, non trovo opportuno che una persona condannata in primo grado per violenza sessuale, maltrattamenti ed atti persecutori, sia praticamente libero di condurre una vita apparentemente normale e soprattutto che la vittima di tali reati venga a conoscenza della scarcerazione da chiacchiere di paese piuttosto che dagli organi competenti. Le donne vittime di violenza vanno protette, è giusto che sappiano subito in quale luogo è meglio non recarsi, anche perché ricordo che nello specifico l’uomo in questione è un pregiudicato, che ha già scontato una pena in un carcere di massima sicurezza ed ha minacciato la sua ex di sfigurarla con l’acido (ovviamente il tutto è agli atti)”.