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Scuole, genitori preoccupati: «Tra orari e spazi è caos». E per un asilo la riapertura è un’incognita

Cantieri aperti, “aule box” in giardino e grande confusione sugli orari delle lezioni. La scuola in tempo di covid è una sfida. Ecco come ce la raccontano le famiglie

MASSA-CARRARA – La scuola in tempo di Covid è una sfida, una delle più grosse, forse, da quando la quotidianità degli italiani è stata sconvolta dalla pandemia. Le aule cambiano volto, a bambini e ragazzi viene richiesta ancora più disciplina e le occasioni di contatto vengono limitate al massimo. Poi ci sono gli insegnanti, caricati di una grossa responsabilità e alle prese con difficoltà organizzative e di coordinamento. E infine i genitori, che devono adattarsi ai cambi di orari e agli altri effetti dell’adattamento della didattica, oltre a convivere con il timore che il proprio figlio, fosse anche per un banale raffreddore, faccia scattare l’allarme Covid.

La nostra redazione ha deciso quindi di dar voce a tutti i soggetti coinvolti, studenti, genitori e insegnanti, per far emergere tutte le criticità, le perplessità, ma anche le esperienze positive e le eventuali piacevoli sorprese connesse al caso. Tra le lettere giunte a La Voce Apuana, c’è quella firmata da Sara Lorenzini: “In una scuola di Avenza gli orari sono improponibili: una settimana dalle 8.30 alle 11.30 e una dalle 14 alle 17, in alternanza. Preside e maestre ci hanno assicurato che sarà così per qualche settimana e che stanno facendo i miracoli per affrontare la giornata. Ma io chiedo al governatore Rossi: perché non posticipare la data dell’apertura a quando tutto fosse stato pronto, dato che anche i genitori devono andare al lavoro e che i bambini, al pomeriggio, hanno una concentrazione pari allo zero?”

Situazione simile quella di Tiziana, che scrive: “Lavoro part-time la mattina. I miei figli frequentano lo stesso istituto, la scuola Eugenio Chiesa ad Avenza, ma uno con orario 8.30-17 e l’altro dalle 14 alle 17. La prossima settimana, poi, gli orari saranno invertiti. Dicono che in due settimane la situazione verrà risolta con l’uso di box posizionati in giardino, ma ho seri dubbi in merito. Le istituzioni non hanno raccolto le richieste del dirigente scolastico relative ad aule presso altre sedi e ci hanno propinato questi box che devono ancora arrivare. Per chi lavora come me la situazione è ingestibile, potevano senz’altro aspettare ancora un po’ prima di aprire”.

“Vogliamo parlare delle elementari di Marina di Carrara Anna Maria Menconi, che ospitano la Giromini e che ora si vedono mettere nel giardino due container per ospitare due classi dell’asilo Giampaoli?” – commenta poi Cinzia, sempre a proposito delle “aule box”, sulla nostra pagina Facebook – Quanti alunni può contenere una scuola?”

Una ripartenza piuttosto tranquilla, invece, quello di Francesca Mazzamuto e dei suoi due figli, entrambi alla scuola media Taliercio di Marina di Carrara, uno in prima e uno in terza. “Al momento sta procedendo tutto secondo le regole – spiega – Abbiamo avuto il piacere di conoscere la nuova preside, arrivata solo il 1 settembre: l’impatto è stato davvero positivo, nonostante abbia trovato una scuola ancora in piena emergenza. I professori siedono su banchi, in quanto al momento sono senza cattedre. Ai bimbi viene misurata la febbre ed hanno promesso termoscanner in tutte le aule (speriamo). L’unica pecca è la gestione delle entrate, in quanto nel mio caso i ragazzi entrano a distanza di venti minuti, però anche qui la preside mi verrà incontro con una pre-accoglienza. Al momento devo dire che hanno organizzato tutto molto bene. Mancano dei professori, speriamo li assegnino velocemente. Peccato per il parco che circonda l’istituto, che è tenuto veramente malissimo”.

Poi ci sono gli asili. Per uno di questi, addirittura, la riapertura è ancora un’incognita. Si tratta della scuola dell’infanzia Giampaoli di Marina di Carrara, come spiega Caterina, una mamma: “La nostra bambina quest’anno avrebbe dovuto frequentare il primo anno. A inizio mese ci avevano comunicato che, per lavori strutturali da ultimare, i bambini sarebbero stati trasferiti temporaneamente alle scuole Lunense e Anna Maria Menconi. Poi anche questa ipotesi è saltata, per “problemi legati alle misure Covid”, ma non specificati. A quel punto hanno proposto il trasferimento all’oratorio di via Bassagrande. Eravamo certi di iniziare lì, il 14 di settembre, ma soltanto all’ultimo momento ci hanno avvertito che, per problemi burocratici, il servizio non potrà partire. E che al momento non sanno darci una data certa per la ripartenza. Alla Giampaoli il termine dei lavori era previsto per il 15 di ottobre, ma il cantiere sembra ancora fermo. Ho provato diverse volte a contattare il Comune senza avere alcuna risposta. E’ dura vivere nell’incertezza, sia per i nostri bambini, che hanno bisogno di ritrovare l’ambiente scolastico, sia per i genitori, specialmente quando, come nel nostro caso, sono entrambi lavoratori. Pretendiamo risposte”. Sulla questione della Giampaoli, quella che pubblichiamo QUI è la precisazione del Comune.