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«Non si può morire per un albero». Il dolore e la rabbia dei familiari delle due bambine. I genitori tornano al campeggio foto

Le salme delle bambine tra due giorni verranno trasferite a Lucca per l'autopsia. Tornati in albergo, saranno ospiti del Comune di Massa «fino a quando avranno bisogno» ha detto il sindaco Francesco Persiani

MASSA – «Non si può morire per colpa di un albero» lo ha detto uno zio delle due sorelline, Malak e Jannat Lassiri, 14 e 3 anni, morte domenica mattina in tenda in un campeggio di Marina di Massa, schiacciate da un pioppo caduto in seguito al maltempo e al forte vento di quelle ore. Il familiare si trovava all’esterno dell’obitorio dell’ospedale delle Apuane insieme al padre delle piccole.

Questa mattina a Massa sono arrivati una decina di parenti della famiglia Lassiri, che si sono disposti all’esterno dell’albergo dove sono ospitati. In giornata i genitori delle due ragazze sono tornati al camping della Partaccia in cui è avvenuta la tragedia per riprendere alcuni effetti personali rimasti nella tenda travolta dall’albero e poi sono restati tutto il pomeriggio all’obitorio.

Le salme delle bambine tra due giorni verranno trasferite a Lucca per l’autopsia. Tornati in albergo, saranno ospiti del Comune di Massa «fino a quando avranno bisogno» ha detto il sindaco Francesco Persiani.

Tutti i familiari sono seguiti dalla Croce Rossa, soprattutto la madre delle ragazze, che è comprensibilmente sotto choc. Al campeggio intanto sono rimasti in pochissimi turisti: è finito agosto e a causa del maltempo (oggi era una giornata di allerta gialla) e dopo un altro forte temporale, molti clienti hanno deciso di andare via.