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«Movida selvaggia, nel centro di Massa non si dorme più. E le mascherine obbligatorie dove sono?» fotogallery

Il Comitato Cittadini Residenti Centro Storico scrive al sindaco Persiani: «Ci risponda pure su un giornale se per lei è stato così difficile in più di due mesi dedicarci il suo tempo per risponderci direttamente o incontrarci»

MASSA – «È difficile raccontare questa triste ed assurda estate in poche parole e dare comunque il senso di incredulità e sconforto che stiamo vivendo. Pare impossibile a chi ce lo sente raccontare e che non sia addentro alla realtà di questa città. La mancanza di sonno e l’esasperazione non aiutano». Inizia così la lunga lettera inviata alla Voce Apuana dal direttivo del Comitato Cittadini Residenti Centro Storico di Massa. Ancora una volta è la movida selvaggia e tutti i disagi che ne conseguono ad aver prodotto questo ennesimo appello dei residenti. 

«La nostra estate – raccontano questi cittadini – comincia a metà giugno, dopo la riapertura. Siamo nel centro storico di Massa, zona piazza Mercurio. Non è facile per nessuno e lo sappiamo bene. Così il fatto che i locali riversino i loro tavoli un po’ ovunque ci pare comprensibile, ingenuamente fiduciosi che ove la situazione dovesse sfuggire di mano saremmo comunque tutelati. Sbagliato. Col passare delle settimane è evidente come non si possa o voglia mettere limiti e far rispettare le regole, e a nulla pare contare il nostro diritto al riposo, la tutela della nostra salute psicofisica e il degrado della città. È incredibile come continue segnalazioni, mail, lettere rimangano inascoltate o lasciate in sospeso per giorni, come se non si trattasse di questioni gravi ed urgenti. Ci rivolgiamo alla Questura e alla Prefettura per poi arenarci di fronte ad un’amministrazione cui a quanto ci è dato di capire fanno carico le responsabilità del caso. Ma uffici, assessori e sindaco tardano a rispondere, in alcuni casi non rispondono affatto, oppure sviano dalle questioni importanti. Solo dopo settimane di telefonate, mail, segnalazioni e lettere ufficiali, otteniamo finalmente un incontro con due assessori. Risultato? Un paio di promesse tardive riguardanti gli stalli del parcheggi ztl (poi tristemente disattese) e l’impegno a riportare al sindaco le nostre richieste. Da lì in poi nessun cambiamento tangibile. Ancora notti insonni, chiamate alle forze dell’ordine, mail … e alla fine usciamo con un articolo sul giornale perché non sappiamo davvero più cosa fare e tanti saluti alla nostra convinzione che i problemi si risolvano col dialogo e seguendo le regole, e non facendo polemica».

«E che dire poi – proseguono dal Comitato – degli articoli e le dichiarazioni del sindaco e di altri esponenti dell’amministrazione, sui giornali e sui social? È forse così che hanno inteso risponderci? Abbiamo letto della presenza efficace della polizia municipale che sarebbe presente e avrebbe tutto sotto controllo, distanziamento e norme anti covid comprese. L’inquinamento acustico, il disturbo della quiete pubblica, il degrado e il danno alla salute dei cittadini per mancato riposo pare marginale: a qualcuno che legge potrebbe venire in mente che siamo poco pazienti o addirittura esagerati. O forse è solo la nostra impressione. Abbiate pazienza, ma il non dormire ha effetti devastanti, sapete? Sempre sui giornali leggiamo del “pugno duro” dell’amministrazione contro le irregolarità dell’occupazione del suolo pubblico, di fantomatiche revoche. Ma di riscontri reali nessuno. Nessun tavolo tolto e ancora assembramenti e rumori e notti in cui è difficile dormire. Passano ancora due settimane di mail, telefonate, foto e testimonianze. Capire cosa davvero stia succedendo è difficile così come è difficile toglierci di dosso la spiacevole sensazione di essere presi in giro. Ma ancora forse è paranoia dovuta alla stanchezza».

«Finché finalmente il 14 di agosto (sono passati “solo” due mesi) ecco che alcuni tavoli scompaiono e segue un fine settimana relativamente tranquillo. Così ci illudiamo che qualcosa finalmente cominci a cambiare. L’illusione dura ben 6 gg e poi tutto ricomincia da capo. I tavoli che erano stati fatti togliere riappaiono magicamente. Per tre giorni nessun cartello, nessuno spazio delimitato, nessun distanziamento. Esattamente come a metà giugno. Parte un’auto parcheggiata ed ecco che viene piazzato un tavolo o due. E la notte su quei tavoli, e altrove del resto, la gente si riversa orfana della chiusura delle discoteche e dopo un fine settimana, quello di ferragosto, che evidentemente hanno preferito passare sul mare. Il 22 di agosto tardo pomeriggio sul muro vengono attaccati con lo scotch due cartelli di passo carrabile (in che senso?) con riferimento a un’ordinanza che il Comandante della Municipale nonché dirigente settore traffico e viabilità ci aveva dichiarato revocata. Ovviamente a quell’ora ci sono già delle auto parcheggiate, ma non c’è problema perché per una volta i vigili intervengono prontamente a far liberare lo spazio con tanto di finale con risate e saluti amichevoli con il personale del locale mentre noi restiamo a chiederci come mai alle nostre chiamate non intervengono affatto o passano ignorando tutta la serie di irregolarità ed infrazioni ai regolamenti che hanno proprio sotto al naso. Ci sarebbe da ridere se non ci venisse da piangere e alla fine è davvero triste trovarci talmente esasperati da intestardirci nel voler capire, perché in fondo non sono quei due o tre tavoli che fanno davvero la differenza in una situazione fuori controllo, ma possibile che regolamenti e leggi possano essere così ignorate o piegate alla mala gestione, all’incapacità o, peggio, all’interesse? Ogni volta ci pare di toccare il fondo ma no, all’assurdo pare non esserci mai fine».

«Qualcuno può una buona volta fare chiarezza?» chiedono con forza. «Siamo stufi di raccattare mezze spiegazioni concesse a fatica che si contraddicono una con l’altra e non corrispondono ai fatti. Signor sindaco, dov’era la Polizia Municipale venerdì e sabato sera? Dove erano le mascherine obbligatorie dalle 18? E le norme del disciplinare per l’occupazione del suolo pubblico quando pensate di farle rispettare? E che ne è della nostre domande e richieste a cui nessuno ha risposto? Le facciamo un’ennesima facile domanda allora, anzi due, e ci risponda pure su un giornale se per lei è stato così difficile in più di due mesi dedicarci il suo tempo per risponderci direttamente o incontrarci. Quanti verbali per disturbo della quiete pubblica sono stati fatti da metà giugno ad oggi nel centro storico di Massa a fronte di tutte le nostre chiamate e segnalazioni? E quanti verbali per la mancata osservazione del disciplinare per l’occupazione del suolo pubblico a fronte delle evidenti irregolarità che da due mesi sono sotto gli occhi di tutti, vigili compresi, più volte chiamati ed intervenuti a controllare? Attendiamo le stesse risposte da una nostra richiesta di accesso agli atti ma purtroppo, come lei ben sa, ci vuole il suo tempo e intanto l’estate passa e noi non dormiamo e ci ritroviamo sotto le finestre uno schifo. Forse alla fine di questa triste estate finalmente sapremo dove e perché i nostri appelli siano finiti nel niente e nessuno abbia voluto o potuto aiutarci e tutelarci come prevede la legge».