Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Scontri con la polizia, il sindaco: in arrivo raffica di denunce e multe salate

De Pasquale: «I comportamenti di questi ragazzi non sono assolutamente tollerabili». La Fondazione Caponnetto: «Solidali con le forze dell'ordine»

MARINA DI CARRARA – Dopo i gravi episodi di sabato notte il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale ha espresso al Questore Salvatore Calabrese la piena solidarietà dell’amministrazione comunale: «Il personale delle forze dell’ordine ha agito con grande correttezza e ha gestito la situazione in modo egregio. I comportamenti di questi ragazzi non sono assolutamente tollerabili» ha dichiarato il primo cittadino.

Alcuni fotogrammi degli scontri di sabato notte a Marina di Carrara

Ma il sindaco non si è limitato a una semplice condanna dell’accaduto: «Da insegnante conosco bene le problematiche dei giovani e anche quelle che molti genitori incontrano nel rapportarsi con loro. Non voglio fare generalizzazioni ma certi comportamenti sono il risultato di dinamiche complesse e profonde. Purtroppo molti di questi ragazzi non si rendono conto dei rischi a cui si espongono compiendo certi gesti. Allora voglio essere chiaro. Non solo quei comportamenti sono pericolosi per la salute e l’incolumità di chi li compie. C’è di più. Le vicende di sabato hanno fatto scattare diverse denunce penali che rischiano di mettere una seria ipoteca sul futuro di quei giovani e di limitare, ad esempio, le loro possibilità occupazionali. Senza trascurare che, avendo violato le norme Covid, questi giovani o le loro famiglie saranno chiamati a pagare sanzioni piuttosto salate».

Il primo cittadino, in contatto costante con le altre istituzioni per valutare le misure del caso, conferma la decisione dell’amministrazione di non ricorrere alla chiusura anticipata dei locali, «una soluzione che rischia di penalizzare soltanto le attività senza risolvere davvero il problema. Chiedo con forza a questi giovani – conclude De Pasquale – di rivedere radicalmente i propri comportamenti per rispetto di sé stessi e della comunità in cui vivono. E invito le famiglie di tutti i ragazzi a tenere sempre gli occhi aperti perché spesso certi segnali sfuggono anche a noi genitori. Gesti come quelli di sabato, profondamente gravi, da condannare e da correggere, nascono spesso da fragilità che vanno affrontate prima di tutto in famiglia».

LA FONDAZIONE CAPONNETTO: «SOLIDALI CON LE FORZE DELL’ORDINE»

Sulla vicenda interviene anche la Fondazione Caponnetto che esprime solidarietà e vicinanza alle Forze dell’Ordine per i fatti verificatisi a Marina di Carrara nella sera di sabato 22 agosto. «Fatti – scrivono Salvatore Calleri e Milene Mucci – che hanno visto coinvolti decine di giovani in una assurda, incivile e immotivata violenza verbale e fisica nei confronti   di chi stava compiendo il proprio dovere di sorveglianza e presidio del territorio nell’interesse di tutti noi. All’indomani di quello che sarà, il 5 settembre, il centenario della nascita del giudice Caponnetto ribadiamo che certamente non sono questi gli atteggiamenti che per  formazione culturale , sociale e politica i giovani che  vogliamo siano la speranza e oggi della nostra società. Ricordiamo sempre  le parole del  giudice: “Ragazzi, godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova Resistenza, la Resistenza dei valori, la Resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi! L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!”. Fortunatamente queste situazioni non rappresentano certo l’universo della nostra gioventù che è fatta anche  di impegno, di civismo e di difesa della vera Libertà nel rispetto di tutti. In primis di chi sta compiendo il proprio dovere. È un carico ,però, di difesa e stimolo culturale a che questo possa essere patrimonio di tutti ,anche dei ragazzi che abbiamo visto comportarsi così indegnamente verso le FdO. Lavoro quotidiano di vigilanza  e stimolo, a qualunque generazione si appartenga a che questo diventi sentire comune. Non ritenendo, quindi, accettabili simili comportamenti, la Fondazione si augura che vengano presi provvedimenti. Facendo il possibile per sensibilizzare chi gridava “sbirri di m…” a quando tutto questo offenda e ferisca un mondo che ha lasciato troppi dei suoi noti, e ignoti  silenziosi protagonisti sull’asfalto delle nostre strade o su macchine imbottite di tritolo. Ma anche, semplicemente, a custodire e  aver cura con onore delle nostre paure e pericoli quotidiani».