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Pesce di dubbia provenienza, sequestrati 135 chili in un ristorante di Marina di Massa

Blitz della Guardia costiera di Marina di Carrara in un locale ubicato all'interno di uno stabilimento balneare del litorale massese

MARINA DI MASSA – Sanzionato un ristorante ubicato all’interno di uno stabilimento balneare a Marina di Massa (Massa-Carrara), da parte dei militari della Guardia Costiera dipendenti dalla Capitaneria di porto di Marina di Carrara. Al titolare dell’esercizio è stata contestata la detenzione, ai fini della commercializzazione, di una partita di 135 chili di prodotto ittico congelato di dubbia provenienza. La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo.

BLITZ ANCHE A PRATO

Gli ispettori pesca del 2° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno e  i funzionari dell’Azienda USL Toscana Centro, Dipartimento della Prevenzione – Unità Funzionale Sicurezza Alimentare di Prato -, invece, hanno eseguito una verifica ispettiva congiunta presso una pescheria di Prato gestita da cittadini di nazionalità cinese. L’attività è stata svolta in sinergia tra due istituzioni deputate al controllo, la prima per la tutela della risorsa ittica e per la garanzia delle informazioni al consumatore, la seconda per gli aspetti di salvaguardia della salute pubblica. Nel corso degli accertamenti sono state riscontrate diverse tipologie di illecito. Tra le più gravi la mancata esibizione della documentazione di tracciabilità, la violazione dei requisiti generali igienico-sanitari e l’introduzione sul territorio nazionale di crostacei, provenienti dalla Grecia, senza aver informato preventivamente l’Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari (UVAC) per le necessarie verifiche sanitarie. Durante gli accertamenti, che hanno riguardato il controllo della documentazione di accompagnamento dei prodotti ittici, risultata carente o in qualche caso completamente assente, gli ispettori della Guardia Costiera, visionati alcuni esemplari esposti nei banchi di vendita al dettaglio, hanno poi passato al setaccio le celle-frigorifero rinvenendo prodotti privi di tracciabilità e di dubbia provenienza. L’Autorità Sanitaria ha disposto, invece, la chiusura temporanea della pescheria per le gravi carenze igienico sanitarie riscontrate, fino al ripristino delle condizioni di idoneità alla detenzione e alla vendita dei prodotti ittici. La merce risultata non idonea al consumo umano, alcune decine di chili, è stata sottoposta a sequestro amministrativo.

«Ai fautori di tali condotte illegali – dicono dalla Capitaneria di Porto – che costituiscono attentato alla salute pubblica, con conseguente pericolo per la sicurezza dei consumatori, ignari dell’acquisto o del consumo di un prodotto non controllato igienicamente, verranno applicate dalle Autorità deputate al controllo le sanzioni previste in questi casi».