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La lega dei cavatori a fianco degli operatori sanitari

"Auspichiamo che nel nostro settore il lavoro avvenga nel rispetto di tutte le norme di sicurezza"

Arriva un messaggio di solidarietà a tutto il personale ospedaliero da parte della lega dei cavatori: “La lega dei cavatori vuole esprimere massima solidarietà a tutti i lavoratori impegnati con abnorme sacrificio e sforzo nel tentativo di contrastare questa emergenza sanitaria – si legge nella nota – In primis il personale ospedaliero, loro malgrado ridotto all osso da scellerate scelte politiche ed economiche basate su continui tagli alla sanità pubblica favorendo viceversa quella privata. Un ringraziamento dovuto e sentito nella speranza futura che tutti questi elogi a questi ultimi martiri della classe lavoratrice non siano fini a se stessi e legati alla situazione ma bensì facciano seguito ad una presa di coscienza durevole e determinata non labile e circostanziale al momento drammatico. Quante volte parlando con i colleghi in merito a scioperi che si opponevano a tagli sulla sanità pubblica, nella pubblica istruzione la risposta era: ” non riguarda noi! “, sembrerebbe riguardi tutti invece. Rafforzare quindi le reti di solidarietà perché le distinzioni tra categorie e settori esistono solo sulla carta. Abbiamo aspettato confrontandoci e discutendo sull utilità di un documento per non mancare di rispetto a nessun lavoratore che suo malgrado debba recarsi al lavoro in questa situazione critica. Il nostro viene considerato un lavoro a rischio ma nella situazione attuale nessun lavoratore purtroppo e’ esente da rischio, basti pensare a chi e’ impiegato nella grande distribuzione ma non solo. Nel nostro settore molte cave si sono fermate già dalla scorsa settimana ritendo impossibile azzerare i rischi di contagio. Molte si stanno attrezzando per adeguarsi alle procedure di azzeramento del rischio covid 19. La vicinanza sulle Jeep, la sanificazione di spogliatoi e mensa, il contatto ravvicinato in operazioni lavorative sono i limiti di sicurezza ai quali siamo sottoposti. Oltremodo motivi psicologici legati alla paura del contagio potrebbero favorire disattenzioni e quindi infortuni. Crediamo che la scelta di fermare le lavorazioni sia da perseguire anche per non sottrarre al personale sanitario e malati a rischio un cospicuo numero di mascherine dpi che servirebbero a noi per lavorare in sicurezza. In questi momenti drammatici le scelte devono essere guidate dall’etica, dalla morale e dalla solidarietà. Auspichiamo che dove nel nostro settore il lavoro continui avvenga secondo tutti i criteri di sicurezza dovuti; invitiamo pertanto i lavoratori a segnalare ogni irregolarità agli organi competenti.”