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Minaccia guardia giurata con arco e frecce: ora è ai domiciliari

Si tratta del 43enne massese protagonista di un altro violento episodio nei confronti di una giovane donna. L'uomo ha minacciato anche i carabinieri intervenuti

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Il 3 giugno scorso, senza un motivo apparente, brandendo nelle mani un arco e delle frecce, un uomo massese ha aggredito e minacciato una guardia giurata che stava transitando nei pressi della sua abitazione e che, trovandolo in strada agitato e intento ad urlare, si era permesso di invitarlo a tenere un atteggiamento più tranquillo e tale da non disturbare la quiete pubblica. L’uomo in questione è lo stesso 43enne protagonista di un violento episodio nei confronti di una giovane donna di cui abbiamo parlato QUI.

I carabinieri inviati in sostegno alla guardia giurata sono stati a loro volta minacciati tramite l’ostensione dell’arco che veniva impugnato con la freccia inserita e diretto verso i militari con modalità tali da far ritenere che da lì a poco, era sua intenzione colpirli con il lancio di frecce. Dopo quest’ultime minacce il soggetto ha riparato nelle pertinenze della propria abitazione mantenendo il possesso dell’Arma.

A questo punto, non potendosi escludere nemmeno ipotesi di autolesionismo o di aggressione nei confronti dei familiari, è stato deciso l’intervento da parte di personale del nucleo investigativo e del N.o.rm. Di massa che, valutate tutte le priorità, i rischi della persona, attrezzandosi con tutte le protezioni passive del caso, ha fatto accesso nella proprietà dell’esagitato e, dopo una breve trattativa, lo ha convinto ad uscire dall’abitazione e farsi identificare.

Le immediate ricerche degli oggetti usati per realizzare le minacce ai pubblici ufficiali hanno consentito di rinvenire sia l’arco sia le frecce che sono state subito sequestrate e poste a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’uomo, al momento, è recluso presso la sua abitazione, sottoposto a un rigido regime di arresti domiciliari, con vari divieti abbinati alla misura principale, il tutto, spiegano i carabinieri, per renderlo inoffensivo rispetto alla comunità.

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