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Cocaina nel carcere di Massa, altri due arresti: è una coppia di coniugi foto

Un uomo e una donna di origine marocchina sono finiti in manette nell'ambito dell'operazione che ha già portato all'arresto di quattro persone, tra cui un infermiere professionale

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Massa-Carrara, con la collaborazione del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Massa e di una unità cinofila dei carabinieri del nucleo di Pisa-San rossore, coordinati dal sostituto procuratore Alessandra Conforti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, stamani, martedì, nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Inside prison”, hanno eseguito ulteriori due misure di custodia cautelare, di cui una in carcere e una agli arresti domiciliari, nei confronti di una coppia di coniugi di origine marocchina, inizialmente indagati a piede libero, dei quali il marito, al momento, beneficiava dell’affidamento in prova ai servizi sociali con l’obbligo di permanenza domiciliare, in alternativa alla detenzione in carcere.

L’attività investigativa dei reparti dell’arma, che il 29 marzo scorso ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari e quattro denunce nei confronti di otto soggetti tra cui detenuti, familiari degli stessi ed un infermiere professionale – a contratto all’interno del carcere – resisi responsabili, a vario titolo, di reperire ed introdurre all’interno della casa di reclusione di massa sostanze stupefacenti tipo “cocaina” ai fini del consumo e spaccio tra alcuni detenuti, è continuata ed ha permesso di acquisire ulteriori elementi che hanno consentito al sostituto procuratore di formulare una nuova richiesta di misura cautelare nei confronti della coppia di coniugi stranieri nella quale il gip del tribunale di Massa, Marta Baldasseroni, ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza a carico di entrambi i coniugi, riconducibili ai reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, avvenuta in modo continuativo e in concorso, con le aggravanti di aver introdotto le sostanze all’interno dell’istituto di pena e di aver commesso il delitto non colposo durante il periodo in cui il colpevole era ammesso a una misura alternativa alla detenzione in carcere, nonché il concreto e attuale pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie per i quali si procede.

Durante l’operazione odierna l’unità cinofila “Lion”, un pastore tedesco di quattro anni, ha fiutato una traccia che ha portato a un bauletto installato su un ciclomotore parcheggiato nello scantinato dello stabile dove vive la coppia arrestata, consentendo ai militari di rinvenire, al suo interno, un involucro contenente 50 grammi circa di sostanza stupefacente tipo cocaina. La droga è stata sottoposta a sequestro e continuano gli accertamenti per stabilire chi ha occultato lo stupefacente sul ciclomotore.

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