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«Il problema è che nessuno ha chiamato le forze dell’ordine»

Il dirigente del commissariato di polizia e criminologo Corrado Mattana: «Dovremmo interrogarci sul concetto di comunità». Sui social venerdì è stato un proliferare di commenti

«Un episodio che fa riflettere sulla coesione e i rapporti sociali in città. Il concetto di comunità sociale dovrebbe indurre le persone a chiamare le forze dell’ordine». Così però non è stato a Carrara quando martedì scorso un uomo ha sferrato un violento calcio a un clochard che chiedeva l’elemosina. Le parole che riportiamo sono del dottor Corrado Mattana, dirigente del Commissariato della polizia di Stato di Carrara nonché criminologo. «L’episodio in sé – dice il dirigente alla Voce Apuana – non è stato estremamente lesivo da un punto di vista fisico, inoltre non evidenzia alcun allarme sicurezza, ma fa riflettere ed è necessario interrogarci sull’aspetto di comunità».

L’aspetto che più di tutti ha creato indignazione e scalpore, infatti, è stata proprio l’indifferenza dei passanti che non si sono minimamente preoccupati di segnalare quanto accaduto alle forze dell’ordine. Adesso i carabinieri sono al lavoro per ricostruire il fatto e accertare le responsabilità e sui social network per tutta la giornata di ieri, venerdì, è stato un proliferare di commenti.

Tra questi anche quello della consigliera del Movimento 5 Stelle e componente della commissione sociale Marzia Paita, che spiega come quella situazione fosse a conoscenza dei servizi sociali del Comune: «Come cittadina e come amministratore ho fatto veramente fatica a guardare il video dell’aggressione – ha scritto – perché mi fa male, perché usare violenza verso chi si trova in difficoltà, verso i deboli, verso chi non si può difendere, è aberrante. Il soggetto in questione è affetto da malattia mentale con gravi problemi sicuramente accentuati da uso di sostanze, ma è un essere umano! Nonostante l’interessamento costante dei servizi sociali e dell’assessore di riferimento a oggi non siamo ancora riusciti a fargli accettare un percorso in una struttura, ma non l’abbiamo mai mollato neppure per un istante. Speriamo di riuscire a convincerlo il prima possibile, per se stesso, per la sua e altrui incolumità, per suo fratello, al quale va il mio affetto più sincero. Ma la cosa che più mi schifa è aver visto persone che hanno assistito alla scena, completamente inermi. La cosa più triste è la perdita di umanità. Nessun tipo di violenza è accettabile».