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Cava Michelangelo chiusa, la Regione: «Manca solo il parere del Comune»

Lo ha affermato l'assessore Ceccarelli replicando all'amministrazione comunale di Carrara: «Presto riprenderanno le attività»

È proprio il parere del Comune di Carrara l’atto mancante che allunga i tempi per la Via regionale alla ‘Cava Michelangelo’. A spiegarlo è l’assessore regionale al governo del territorio Vincenzo Ceccarelli, che replica al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e all’assessore al marmo Alessandro Trivelli, che sui media hanno imputato alla Regione Toscana la responsabilità dello stop all’attività della famosa cava.

“Il sindaco di Carrara porti in fondo gli atti che gli spettano – dice Ceccarelli – se vuole che tutto sia a posto alla conferenza dei servizi fissata per il 13 febbraio con l’obiettivo di chiudere la procedura di Via regionale per il progetto di coltivazione di Cava 42, proposto da Cave Amministrazione srl. Fino a questo momento, la Regione ha rispettato integralmente i tempi previsti e i proponenti hanno rimediato alle carenze presenti nella presentazione della domanda per l’autorizzazione unica regionale, carenze che sono il vero motivo dell’allungarsi dei tempi della procedura”.

“La procedura necessaria per far riprendere l’attività della cava e porre fine a questa brutta parentesi è quasi conclusa – spiega l’assessore regionale – ad oggi sono già arrivati tutti i pareri richiesti, a parte uno: quello del Comune di Carrara, l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione unica della cava. Non è nostro costume giocare al rimpallo delle responsabilità, ma neanche possiamo consentire che la realtà sia raccontata in modo distorto. Mi auguro che il Comune passi dalle parole ai fatti e, per quanto ci riguarda, non ci saranno ritardi nell’esaminare la documentazione”.