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«Sequestro Parco dei Conigli, avevamo avvisato tutti sui rischi speculazione» foto

Il Gruppo di Vicinato Lungofrigido interviene in merito ai sigilli messi dai carabinieri forestali all'area verde di Marina di Massa

«Come Gruppo di Vicinato Lungofrigido, siamo sempre stati attenti al rispetto del territorio e alla promozione del verde pubblico, alla tutela dell’ambiente e della salubrità dei luoghi in cui viviamo». Da Marina di Massa intervengono così gli aderenti del gruppo sulla vicenda che ha riguardato il sequestro dell’ex Parco dei Conigli, dopo l’abbattimento non autorizzato di 43 alberi sani.

«Non più di un anno e mezzo fa – affermano dal Gruppo di Vicinato – denunciavamo, preoccupati, la fine che avrebbe potuto fare il cosiddetto Parco dei Conigli: la risoluzione del contratto di affitto intercorso tra i proprietari e l’Associazione che deteneva il parco, rischiava di trasformare il parco in un angolo di bosco abbandonato, o peggio, attrarre l’interesse di speculazioni, se non si fossero attivate tutte le forze necessarie per qualificare l’area e garantire un esito diverso dalla chiusura definitiva del parco. Per questo la nostra marcia e la nostra raccolta firme – che allora ebbero notevole riscontro, con l’attiva partecipazione persino dei turisti frequentatori del parco – suona oggi come la voce di una Cassandra inascoltata».

«Tuttavia, in questi due anni dalla chiusura, i cittadini lamentavano il proliferare di colonie di ratti, e l’oscurità a cui era destinata, nell’inverno e nelle ore notturne, tale tratto di strada.
Recentemente, infatti il Comune di Massa avrebbe emanato una ordinanza con la quale si ordinava la demolizione di diversi pini, e la rimozione di quelli già caduti, al fine ultimo di mettere in sicurezza lo stato dei luoghi. L’intervento traeva sicuramente origine dalle segnalazioni pervenute dai cittadini (molte anche a questo gruppo di vicinato). Da qui, sembra che l’intervento sia andato oltre al consentito, trasformando radicalmente la morfologia del territorio, senza possibilità di un immediato ripristino».

«Senza voler entrare nel merito della vicenda, possiamo solo trarre una considerazione inequivocabile: ad oggi abbiamo perso la possibilità di avere un polmone verde che fungesse da attrazione turistica, lasciando il posto a un cartello di “sequestro preventivo” disposto dalla magistratura. Secondo il Gruppo di Vicinato Lungofrigido, Marina di Massa ha bisogno di investire nel verde pubblico, tutelando salute e ambiente. I recenti sequestri dimostrano, se non addirittura “ratificano”, che siamo ancora lontani dal farlo».