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Violenze a mano armata, minacce, pestaggi e un morto: terrore ai Poggi

I carabinieri hanno arrestato tre personaggi già noti per una guerra tra bande rivali per il controllo del traffico di droga: adesso sono in carcere

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Aggressioni, violenze e minacce. Questo è il contesto in cui stanno vivendo da anni i residenti del quartiere dei Poggi a Massa. Una situazione alla quale i carabinieri nella giornata di ieri, giovedì, hanno messo un punto con l’arresto in carcere di tre soggetti appartenenti alla cosiddetta “banda dei Poggi”, già tristemente noti per varie vicende criminali che hanno interessato il capoluogo apuano negli ultimi anni.

Il quartiere dei Poggi a Massa

L’operazione denominata “Bad Boys” (cattivi ragazzi) è scattata di primissima mattina con un dispiegamento di una trentina di militari dell’Arma del comando di Massa-Carrara e l’ausilio del Nucleo elicotteri e cinofilo di Pisa. I risultati dell’operazione sono stati presentati in conferenza stampa dal procuratore capo Aldo Giubilaro, il colonnello Massimo Rosati, comandante dei carabinieri di Massa-Carrara, e il colonnello Tiziano Marchi, comandante del Nucleo investigativo.

I reati contestati ai tre arrestati sono stati investigati nel periodo 3 settembre 2018-16 gennaio 2019 e compresi nella misura cautelare del Gip di Massa, Giovanni Maddaleni, sono riconducibili a: una aggressione a mano armata (armi da fuoco ed armi improprie), avvenuta il 3 settembre 2018 nel quartiere Poggi, in danno di un trentenne del luogo, successivamente ricoverato presso il Noa; reiterate minacce in danno di vari abitanti del quartiere Poggi che avevano assistito al pestaggio, ricorrendo anche all’esibizione di armi da fuoco per incutere loro terrore; più episodi di evasione e violazione al regime della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza; reiterate minacce a persone informate sui fatti, il tutto con l’aggravante di aver commesso i fatti reato e le violazioni nel periodo di sottoposizione a misure di pubblica sicurezza.

Ma l’episodio più grave di tutti ha riguardato una violenta aggressione avvenuta il 13 dicembre 2018, in danno di un 44enne sempre del quartiere Poggi, Giancarlo Bertagna il suo nome, deceduto poi due giorni dopo nella propria abitazione. Un fatto questo per il quale sono tuttora in corso indagini ed accertamenti tecnici peritali. Al momento, per questo fatto, due degli arrestati sono accusati di lesioni gravi, ma nei prossimi giorni, la loro posizione potrebbe aggravarsi nel caso in cui i risultati dell’autopsia diano per certo il nesso casuale tra il pestaggio e la morte dell’uomo. In quest’ultimo caso verrebbero accusati di omicidio.

E questi due soggetti erano già stati condannati in passato in secondo grado e si trovavano agli arresti domiciliari ma, non considerando minimamente quanto già subìto, hanno continuato imperterriti a imperversare, facendo vivere il quartiere in un clima di terrore diventato ormai insopportabile, hanno spiegato gli inquirenti. «La gente del quartiere è seriamente intimorita, era necessaria una risposta da parte nostra» ha detto il colonnello Marchi. «Si tratta di reati molto gravi – ha commentato il colonnello Rosati – per cui abbiamo messo fine a quella che poteva diventare una spirale di violenza ancor maggiore, vista la possibilità di reazione».

«Un’operazione importante che riguarda soggetti pericolosi e noti è stata portata a termine con successo dai carabinieri, braccio operativo serio e competente» ha affermato Giubilaro. Per due di loro – ha spiegato il procuratore – si è trattato di un aggravamento di misure cautelari già previste che arrivano a seguito della loro condotta per essere evasi dagli arresti domiciliari».

Il terzo personaggio era sottoposto, invece, alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e, per tutti e tre, nel prossimo mese di febbraio, arriverà dalla Corte di Cassazione la sentenza definitiva per il processo sulla faida tra bande che terrorizzò Massa nel 2015 per il controllo del traffico di stupefacenti. In secondo grado i tre erano stati condannati dalla Corte d’Appello di Genova a pene comprese tra i 5 e gli 8 anni di reclusione per reati riguardanti minacce, estorsione, lesioni, fabbricazione di esplosivi e detenzione illegale di armi. Visti gli ultimi fatti, per i tre si sono aperte le porte del carcere: adesso sono detenuti in carcere della Toscana a esclusione, per ovvie ragioni, della casa circondariale di Massa.

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