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Pestato a sangue, muore due giorni dopo: tre arresti a Massa

Si tratta di un 44enne residente nel quartiere dei Poggi. Due al momento sono accusati di lesioni gravi e adesso si trovano in carcere

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Pestato a sangue, è morto due giorni dopo. Si tratta di un 44enne residente nel quartiere dei Poggi a Massa, che il 13 dicembre scorso era stato violentemente picchiato da due membri della cosiddetta Banda dei Poggi. Al momento i due sono accusati di lesioni gravi, ma nei prossimi giorni, la loro posizione potrebbe aggravarsi nel caso in cui i risultati dell’autopsia diano per certo il nesso casuale tra il pestaggio e la morte dell’uomo. In quest’ultimo caso verrebbero accusati di omicidio. Per questo e altri reati, questa mattina si è conclusa l’operazione dei carabinieri denominata “Bad Boys” (cattivi ragazzi) che ha portato all’arresto di tre appartenenti alla Banda dei Poggi, già tristemente noti per varie vicende criminali che hanno interessato il capoluogo apuano negli ultimi anni.

Da sinistra: Aldo Giubilaro, il colonnello Massimo Rosati e il colonnello Tiziano Marchi

L’indagine è stata svolta dal Nucleo Investigativo e dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Massa-Carrara, coordinati dalla Procura Generale di Genova e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa. L’operazione, che ha visto nella fase esecutiva odierna l’impiego di trenta carabinieri del Comando Provinciale di Massa Carrara, con il supporto aereo di un velivolo Hh 412 del 4° Nucleo Elicotteri carabinieri di Pisa e di unità cinofile, per la ricerca di armi e stupefacenti, del Nucleo Cc di Pisa San Rossore, ha consentito di disarticolare un gruppo criminale che, in spregio alla recentissima condanna che li ha attinti, e per la quale erano sottoposti agli arresti domiciliari e misure di prevenzione quali la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, rivelando l’assoluta insensibilità degli indagati a qualsiasi forma di controllo o limitazione che non sia quella imposta con la carcerazione, hanno commesso una serie di violazioni delle prescrizioni imposte nonché posto in essere nuovi reati della stessa indole di quelli per cui erano già stati condannati in secondo grado, sentenza per la quale il prossimo mese di febbraio è fissata la decisione presso la Suprema Corte di Cassazione.

Per tali motivi, su segnalazione dei Comandi operanti, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Genova, nella persona del procuratore generale Valeria Fazio e del sostituto Pier Carlo Di Gennaro, hanno richiesto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella della custodia cautelare in carcere (ex artt. 276 cpp, emessa il 16.01.2019).

Contestualmente la Procura della Repubblica di Massa, il procuratore capo, Aldo Giubilaro e i sostituti Roberta Moramarco e Alessia Iacopini, coordinando le indagini svolte dai Nuclei Investigativo ed Operativo dei carabinieri di Massa, concordando con i concreti elementi indiziari raccolti dalla polizia giudiziaria operante, hanno avanzato proposta di ordinanza di applicazione di misura cautelare accolta ed emessa oggi dal giudice per le indagini preliminari di Massa, nei confronti di due dei tre appartenenti al gruppo criminale.

I reati contestati agli arrestati, investigati nel periodo settembre 2018-16 gennaio 2019 nella misura cautelare del Gip di Massa, Giovanni Maddaleni, sono riconducibili a:
– una aggressione a mano armata (armi da fuoco ed armi improprie), avvenuta il 03 settembre 2018 nel quartiere Poggi, in danno di un trentenne del luogo, successivamente ricoverato presso il Noa;
– reiterate minacce in danno di vari abitanti del quartiere Poggi che avevano assistito al pestaggio, ricorrendo anche all’esibizione di armi da fuoco per incutere loro terrore;
– una violenta aggressione avvenuta il 13 dicembre 2018, in danno di un 44enne sempre del quartiere Poggi, deceduto poi due giorni dopo nella propria abitazione; fatto per il quale sono tuttora in corso indagini ed accertamenti tecnici peritali;
– più episodi di evasione e violazione al regime della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza;
– reiterate minacce a persone informate sui fatti, il tutto con l’aggravante di aver commesso i fatti reato e le violazioni nel periodo di sottoposizione a misure di pubblica sicurezza.

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