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Il caso Bettogli in diretta tv nazionale. Cento cavatori scendono in piazza

Nel giorno in cui la conferenza dei servizi deciderà sul possibile taglio di una parte della cima del monte. Il sindaco De Pasquale: «Le tecnologie per salvaguardare lavoro e ambiente ci sono. Le imprese investano in ricerca e tecnologia»

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Il caso delle cave del monte Bettogli è finito stamani, venerdì, in diretta nazionale su Rai 3 nel corso della trasmissione Agorà. Questo nel giorno dello sciopero, in cui un centinaio di cavatori è sceso in piazza a San Martino, proprio di fronte alla vetta di Bettogli, in attesa del responso della conferenza dei servizi, che si sta svolgendo in questi minuti nel palazzo dell’ex-tribunale, oggi sede della Polizia Municipale. La conferenza dei servizi, infatti, dovrà pronunciarsi sul progetto di messa in sicurezza di quei bacini marmiferi che prevede il taglio di un parte della cima del monte.

Il sindaco Francesco De Pasquale e l'inviata di Agorà Sara Mariani

Un’eventuale diniego al progetto potrebbe mettere a rischio il futuro dei cento cavatori che lavorano in quelle cave. Per questo il clima, nonostante le temperature rigide, è rovente in città. Alle domande dell’inviata di Agorà, Sara Mariani, hanno risposto cavatori, sindacati e il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale. Una diretta che si è aperta in cava, ai piedi del monte: «Qui chiudiamo – ha affermato uno dei lavoratori – se non si fa il lavoro di messa in sicurezza. Ci hanno detto che senza questo intervento si potrebbe andare avanti per un anno e mezzo o due, ma poi siamo destinati a chiudere».

«La maggiore preoccupazione è relativa alla sicurezza – ha detto Leonardo Quadrelli, il segretario provinciale della Fillea Cgil – e poi i posti di lavoro. Il progetto presentato in conferenza dei servizi prevede il taglio non di tutta la cima ma soltanto un pezzetto. Questo ci consentirà di proseguire coi lavori per altri dieci anni».

Le telecamere si sono poi spostate nel piazzale di San Martino, dove c’erano lavoratori, rappresentanti di Legambiente, e il sindaco De Pasquale. «Il mondo delle cave – ha affermato il primo cittadino – sta cercando di riproporre l’ennesima lotta tra ambiente e lavoro. Noi siamo convinti che, in realtà, oggi che si va a trivellare l’oceano per estrarre petrolio e si va su Marte, non è così difficile trovare un sistema per lavorare il monte, salvaguardando l’ambiente. Questo si può fare investendo in tecnologia, e con progetti alternativi che possano salvaguardare il paesaggio e il lavoro. Lassù c’è l’oro bianco, c’è lo statuario, il marmo che costa di più e quindi le aziende che scavano lassù, quelle che hanno i guadagni migliori, hanno degli utili stratosferici, è ora che investano in ricerca e tecnologia». A questo punto si attende il responso della conferenza dei servizi per cui daremo conto in un prossimo articolo.

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