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Lavello, cittadini esasperati: «Non ne possiamo più». E scoppia la bagarre

Acceso scambio di battute in Consiglio comunale fra gli organizzatori della protesta e le istituzioni

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Nuova protesta per i residenti nei pressi del Lavello. A poche settimane dalla visita ai due impianti di depurazione in prossimità del fosso da parte di alcuni esponenti politici, i cittadini scendono ancora in piazza per chiedere la messa in sicurezza della struttura, in particolare del Lavello 1. «Qua nulla è cambiato. Quando chiamiamo ci danno sempre una risposta diversa (i tecnici di Gaia, ndc): quando è colpa di una guarnizione, quando è colpa di un tubo. Ogni giorno si rompe qualcosa», dice Giuliana Del Freo.

Gli organizzatori della protesta, Franco Ceccarelli e Franco Bigini, anche esponenti di Forza Italia, hanno raccolto circa 1200 firme di cittadini esasperati e persone solidali nei loro confronti. E oggi (venerdì) quella petizione la porteranno in Procura e a tutte le autorità competenti.

In occasione del sopralluogo del consigliere regionale, Giacomo Bugliani, molte critiche alla passata amministrazione di centro sinistra. Presenti anche Gabriele Carioli, Stefano Alberti e Luca Perinelli. E un folto numero di cittadini, non solo residenti ma anche cittadini solidali. «Siamo entrati nel piazzale del depuratore – dice Giacomo Bugliani – abbiamo visitato fino all’ultima vasca della struttura, che è quella collegata direttamente con l’esterno. Gli odori non provengono da lì. L’acqua in quella vasca è pulita, gli odori vengono dai depositi. Impegno che mi sono preso è quello di fare intermediario fra le due amministrazioni di Massa e di Carrara, e poi farò un’interrogazione regionale per capire se ci sono problematiche legate alla depurazione. Fermo restando comunque che quella è un’area degradata che necessita di riqualificazione».

La protesta, intorno alle 18, si è spostata in Consiglio comunale a Massa. Aspro lo scambio di battute fra il presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti e i due forzisti organizzatori dell’evento. «Sei stato il paladino di questa battaglia, Stefano – ha detto Franco Ceccarelli – ma ora che se lì va tutto bene». «Il sindaco si sta attivando – ha risposto il presidente Benedetti – ci ha messo la faccia, ti posso garantire che il problema verrà risolto». «Quando usciremo da Gaia, sindaco?». Ancora nessun chiarimento a riguardo.

Convocato dall’amministrazione comunale a rispondere dell’operato di Gaia Spa il presidente Vincenzo Colle. «Ringrazio l’amministrazione perché questa è una tematica importante. L’emergenza dei fanghi, scatenata durante l’estate, è stata causata dalla sentenza del Tar della Lombardia che ha significato che tutti i gestori di un depuratore il deposito dei fanghi all’interno delle proprie strutture. Così è successo a Camaiore, a Viareggio, a Pietrasanta e infine a Massa. E’ una problematica comune». Colle spiega così lo sviluppo del disagio: «Con il Decreto Genova sostanzialmente sono state date delle nuove interpretazioni alle normative, e dal Lavello mi confermano che i disagi dei fanghi sono in fase di risoluzione. Circa 30 tonnellate sono state stoccate. E’ previsto un intervento di un milione e novecentomila euro per migliorare la capacità depurativa dell’impianto. E’ stata sostituita una linea poi i lavori sono stati sospesi nel periodo estivo. In questi giorni è iniziata la seconda parte dei lavori un’operazione che si concluderà nei prossimi mesi. Anche sulla base degli incontri con la popolazione, il gestore ha in programma potenziamento dell’impianto: ci saranno nuovi interventi per ridurre i cattivi odori. Questo consentirà, mi auguro, di risolvere tutti i problemi che ci sono». In consiglio c’è chi chiede eventuali aumenti in bolletta. «Se ci saranno verranno stabilite dall’autorità idrica toscana. Obiettivo della società è quello di ridurre i costi, ma è difficile: gli investimenti pubblici sono ridotti all’osso».

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