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Protesta al Lavello: «Non ne possiamo più di questi odori»

Raccolta firme contro l'inquinamento in Partaccia. Gaia: «Il depuratore funziona correttamente»

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Raccolta firme e manifestazione di protesta contro l’inquinamento in Partaccia. A organizzarla Franco Ceccarelli e i residenti della zona del Lavello, esasperati dai forti miasmi che li obbligano a vivere con le finestre chiuse giorno e notte. «Vogliamo capire qual è la natura di questi liquami maleodoranti,– dice Franco Ceccareli – che cosa sta facendo Gaia per migliorare la situazione e che cosa contengono i camion che da queste parti vengono a trasportare materiale da Livorno».

Da Gaia fanno sapere che il depuratore del Lavello 1 funziona correttamente. «Gli odori che purtroppo i residenti nelle zone limitrofe sentono provenire dall’impianto – scrive il gestore idrico – probabilmente derivano dai depositi di fango all’interno dello stesso. Infatti a seguito della sentenza n.1282 del 20 luglio 2018 del Tar Lombardia, che ha bloccato lo smaltimento dei fanghi destinati al recupero in agricoltura per tutti i gestori idrici, Gaia si è trovata costretta a trattenere i fanghi presso i propri impianti, anziché smaltirli, in attesa di un ulteriore provvedimento normativo che sblocchi la situazione».

«Per quanto riguarda i viaggi osservati di cisterne dirette al depuratore, si tratta di trasporti temporanei ed eccezionali di fanghi liquidi, connessi alla necessità di dover allocare i fanghi in un luogo sicuro e vigilato all’interno degli impianti. Nel caso del depuratore Lavello 1 i fanghi liquidi provengono dal depuratore di Fossa Maestra, dove non vi sono più spazi idonei al deposito».

L’ente fa sapere inoltre di aver adoperato “tutte le cautele necessarie per evitare che i fanghi depositati producessero effetti negativi per la salute dei cittadini” e che “per ridurre le emissioni odorigene la società ha provveduto a coprire i cumuli con teli impermeabili e strutture fisse, utilizzando anche sostanze enzimatiche”. Insieme agli altri gestori idrici della regione, Gaia ha sollecitato l’intervento delle istituzioni per elaborare un provvedimento normativo che risolvesse lo stato di emergenza. Provvedimento che si è concretizzato nella proposta inserita nel decreto Genova emanato in data 20 settembre dall’attuale governo. Le firme raccolta durante la manifestazione verranno comunque consegnate ai sindaci dei comuni interessati dal fosso, Carrara e Massa.

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