Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Salve le ore per gli studenti disabili apuani: la Regione mette 80mila euro

Intesa raggiunta per un contributo integrativo. Un vuoto economico minacciava seriamente il diritto allo studio dei portatori di handicap

Il tutto si è risolto grazie ad un contributo integrativo messo a disposizione dalla Regione Toscana. E per il momento gli studenti disabili che frequentano le scuole secondarie di secondo grado della provincia possono tirare un sospiro di sollievo.

A poco più di una settimana dal loro ingresso a scuola, infatti, un vuoto economico minacciava seriamente il diritto allo studio dei 276 studenti portatori di handicap del territorio. A rendere noto l’esito positivo dell’intesa raggiunta con la Regione, questa mattina, è stata la consulta disabili della Provincia di Massa-Carrara, che in Sala Resistenza a Palazzo Ducale, alla presenza del presidente Pierangelo Tozzi e del consigliere regionale Giacomo Bugliani, ha illustrato lo sforzo aggiuntivo di circa 80mila euro che la Regione si è impegnata ad erogare in favore del diritto allo studio degli studenti in questione.

Un diritto che non può essere soggetto a restrizione, come sottolineato da alcune componenti della consulta. E che «grazie all’assessore Cristina Grieco che ha preso a cuore il problema e alla Regione – ha spiegato Giacomo Bugliani – anche quest’anno è stato garantito». Regione che aveva già predisposto un aumento delle risorse di un milione e mezzo di euro circa per questo anno scolastico ha ricordato il consigliere regionale. «Il prossimo anno questo stanziamento verrà incrementato di ulteriori 500 mila euro distribuiti in base alle esigenze di ogni provincia».

Resta da compensare il divario fra le ore di studio coperte per ogni studente normodotato, 32, e quelle di uno studente portatore di handicap, 24. E nei prossimi mesi verrà istituto un tavolo di lavoro con gli enti locali e i sindacati per andare incontro alle problematiche che vivono gli Operatori socio educativi, che operano ancora in condizioni di lavoro precario.