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In tanti per l’ultimo saluto ad Alessandro. «Bambino mio, sarò sempre con te» foto

Presenti moltissimi portuali per dire addio al loro collega tragicamente scomparso martedì scorso

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“Sommessamente, mi chiedo se si sarebbe potuto evitare”: così il parroco Enrico Di Vitai alle esequie di Alessandro Lorenzani, l’operaio tragicamente scomparso nell’incidente di Martedì 21 alla banchina Fiorillo. Il funerale è stato celebrato oggi Lunedì 27 alle 16 presso la parrocchia di Maria SS Mediatrice alla Covetta. La chiesa era affollata da circa 500 persone: erano presenti moltissimi portuali in divisa e altri esponenti di altre categorie lavoratrici, come i cavatori.

Il sindaco Francesco De Pasquale ha atteso la cerimonia, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale Michele Palma. Anche i rappresentanti di tutte le sigle sindacali e della Capitaneria di porto hanno reso omaggio alla memoria di Alessandro.

All’inizio della cerimonia il collega Massimo Belletti ha letto un passo di Isaia, scoppiando in lacrime. La folla ha manifestato il suo sostegno con un applauso. Poi Di Vitai è salito sul pulpito: “È difficile dire due parole in circostanze come queste per il dolore, il disappunto, il disagio; spero che lo Spirito suggerisca parole giuste e, se non belle, vere.” Cita il Vangelo secondo Matteo don Claudio, il passo in cui Gesù giudica i popoli: “Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla destra e le capre alla sinistra. ” Dio, commenta il parroco, “giudica in base ai gesti che hai compiuto verso il più piccolo dei suoi fratelli.” Alessandro, aggiunge, era un grande lavoratore, un bravo figlio, un buon amico. “Chi ha è responsabile, fa abbastanza per tutti? – si chiede don Enrico – la tragedia si sarebbe potuta evitare, se avesse guardato con gli occhi dell’ultimo? Capisco la gravità del lavoro del porto, ma bisognerebbe che chi sta più in alto si immedesimasse in chi ci lavora. Non possiamo prevedere tutto, non siamo dei, ma possiamo prevenire.”

Al termine della cerimonia, il feretro è stato accolto da un applauso caloroso. Sopra, una sciarpa della Juve, la squadra del cuore, e una della Carrarese. I colleghi hanno sollevato la bara a braccia, tra le lacrime. La madre ha reso l’ultimo, straziante saluto al figlio, tendendogli la mano: “Bambino mio, sarò sempre con te.”

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