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Morte al porto, la Cisl si smarca da Cgil e Uil: «Sciopero solo per i portuali»

Figaia: «Quello generale andava proclamato per tempo. La stragrande maggioranza delle categorie non potrà scioperare»

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«L’ennesima morte, ma a ben guardare ennesima è un termine ampiamente superato, di un lavoratore che in qualche modo abbia a che fare con il marmo (cave, laboratori, segherie, logistica, piazzali e ora area portuale) registra come il tasso di mortalità sul lavoro a Massa-Carrara (cioè numero di morti in rapporto ai lavoratori attivi) sia ampiamente il più alto in Toscana e, a ben guardare, con pochi rivali in tutto lo “stivale”». Così si apre la nota della Cisl che viene evidenziato che la Cisl non aderirà allo sciopero generale indetto ieri da Cgil e Uil.

«Estrarre, lavorare, spedire il marmo – spiega Andrea Figaia dalla Cisl di Massa-Carrara – è un arte millenaria che negli ultimi anni ha preso una pericolosa scorciatoia: globalizzare il settore ha voluto dire estrarre senza pietà e spesso senza regole, lavorare poco in zona e quindi male sul piano della qualità e/o del prezzo concorrenziale, stoccare movimentare i marmi in piazzali dove il lavoro nero alberga o comunque facilmente registrabile in precario, nel porto la parte che viene spedita da qui (il grosso va via da Livorno e da Spezia) salvo qualche problema grave e terribile negli anni ’90 aveva sempre creato condizioni di una certa normalità. Va capito se il restringimento delle attività di spedizione con la presenza di altri operatori del settore può creare ingolfamenti nelle banchine ed occorre vigilare bene su questo, ma quanto accaduto parla di un incidente stradale interno sul quale non si può non soffermarsi in relazione ad una viabilità e segnaletica stradale di cantiere ormai imprescindibile. La formazione poi va confermata ampliata sviluppata in modo da crescere nella sicurezza con responsabilità dei soggetti coinvolti».

«A seguito delle numerose morti sul lavoro – prosegue Figaia – la sigla che rappresento, ha già avuto modo di dissentire dalle altre confederazioni rispetto alla proclamazione dello sciopero generale. Lo scorso mese, poi, questo ha significato che i proventi dello sciopero non fatto versati volontariamente al 50% anche da parte del padronato (che invece in caso di sciopero non paga stipendi) sono destinati alla famiglia del povero operatore deceduto sul lavoro. In questo caso quindi nuovamente abbiamo deciso di non aderire allo sciopero generale confederale delle categorie non interessate dall’evento luttuoso, proclamato invece da Cgil e Uil, ritenendo che la nostra categoria interessata, la Fit-Cisl, si comporti giustamente facendo scioperare i lavoratori della sola area portuale. D’altro canto lo sciopero generale confederale, cioè di tutti i settori, va proclamato per tempo. Deve essere impostata una procedura che coinvolga i soggetti interessati e cioè anche la commissione nazionale di garanzia. La grandissima parte del mondo del lavoro non potrà quindi scioperare neanche volendo. A titolo di esempio, ma rende bene l’idea: lavoratrici e lavoratori comunali, provinciali, statali, parastatali, ospedali pubblici, distretti sanitari privati, trasporto pubblico locale, ferrovie, municipalizzate, case di riposo, servizi pubblici alla persona, postali, bancari, scuola, eccetera. Questo è bene che si sappia una volta per tutte. Per chiarezza e senza scappare dalla verità. La Cgil, oltretutto, è la terza sigla sindacale in ordine di rappresentanza nel bacino portuale. Un abbraccio alla famiglia con le nostre più sentite condiglianze».

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