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In un video il momento della tragedia. La Procura apre un fascicolo foto

Inchiesta per omicidio colposo per la morte di Alessandro Lorenzani, la prima avvenuta al porto di Carrara negli ultimi vent'anni

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Ci sarebbe un video sulla morte di Alessandro Lorenzani, l’operaio morto martedì pomeriggio sulla banchina Fiorillo del porto di Carrara, schiacciato da un carrello elevatore guidato da un collega. Il filmato è stato registrato dalle telecamere della videosorveglianza del porto ed è stato sequestrato dalla polizia di frontiera che sta svolgendo le indagini per conto della Procura della Repubblica di Massa che ha aperto un’inchiesta.

L’ipotesi di reato sarebbe quella di omicidio colposo e, per il momento, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo è stato assegnato dal procuratore capo Aldo Giubilaro al pubblico ministero Roberta Moramarco che coordinerà le indagini su questa ennesima morte sul lavoro.

Intanto interviene anche il rappresentante della sicurezza della Porto di Carrara Spa, Emanuele Menconi che mette in evidenza come «erano più di vent’anni che non accadeva un incidente mortale nel porto di Carrara». «Purtroppo – afferma – questa volta è capitato a noi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi incidenti mortali in diversi porti italiani e il pensiero che sarebbe potuto succedere qualcosa di brutto nel nostro Porto, ha sempre spinto tutti quanti a cercare di lavorare nella maniera più corretta possibile.
Nel corso dell’ultimo decennio la sicurezza in porto ha fatto passi avanti. Sono state attivate procedure di lavoro atte ad abbassare il rischio il più possibile, adottati dpi e corsi di aggiornamento sulla sicurezza e sui comportamenti da adottare nel posto di lavoro. Ciò nonostante, in un Porto, come anche nelle cave, nei cantieri edili, eccetera, non è possibile ridurre il rischio a zero. Bisogna sempre scegliere un compromesso accettabile tra sicurezza e metodo di lavoro. Di sicuro questa tragedia deve farci riflettere e stimolarci a non abbassare la guardia nei confronti della sicurezza. Riguardo all’evento tragico di ieri, che ha visto morire un amico oltre che collega, non mi permetto di trarre alcuna conclusione. Starà a chi di dovere trovare le cause e, se ci saranno, attribuire eventuali responsabilità. L’unica cosa che sento di dire è che in queste tipologie di lavoro non bisogna mai e sottolineo mai abbassare la soglia di attenzione perché il pericolo nonostante tutti gli accorgimenti e la prevenzione possibile è sempre dietro l’angolo».

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