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«È mancato il rispetto delle norme di sicurezza» foto

Le reazioni dei sindacati e della politica all'ennesima morte sul lavoro avvenuta nel pomeriggio al porto di Marina di Carrara

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Morto sul lavoro a Marina di Carrara, interviene Paolo Gozzani (segretario generale Cgil Massa-Carrara): “È l’ennesimo incidente in questo territorio, c’è rabbia e tristezza. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia. La dinamica dell’incidente è grave, è mancato il rispetto delle norme sulla sicurezza, è impensabile nel 2018: ci vogliono sensori, segnalatori, allarmi, specchi, cose elementari in certi luoghi di lavoro. Infine, basta col parlare di fatalità, tanto va fatto per far sì che di lavoro si viva e non si muoia”.

Dal fronte sindacale interviene anche la Uil: «Non ci sono parole per il dolore che oggi, per l’ennesima volta, ci stringe il cuore. Un altro lavoratore morto, nella provincia apuana. Un operaio deceduto mentre svolgeva il suo lavoro al porto di Marina di Carrara. Tanta rabbia, perché si continua a morire di lavoro. Tanta tristezza, perché non riusciamo a cambiare rotta, a svoltare e dare davvero dignità a chi ogni giorno rischia la vita per vivere e portare il pane in tavola”. Così il segretario della Uil nord Toscana, Franco Borghini, dopo la tragedia di oggi al porto di Marina di Carrara dove un lavoratore è morto schiacciato da un carrello elevatore a quanto pare durante le fasi di caricamento di una nave. “Siamo vicini ai familiari dell’operaio e ai colleghi. A loro tutti, in questo momento, il nostro cordoglio, la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Un abbraccio che sappiamo che non potrà certamente lenire il dolore” dichiara il segretario della Uil che conclude: “E’ uno stillicidio che non riusciamo a fermare, dai monti al mare. Nonostante il segnale forte che abbiamo provato a dare assieme ai segretari generali nazionali di Cgil, Cisl e Uil che il Primo Maggio erano qui, a Massa Carrara. C’è ancora tanto da fare e dobbiamo farlo tutti insieme»

Anche la Cisl è intervenuta col segretario della Fit, Luca Mannini: ««Ennesima Tragedia. Ennesima morte sul lavoro. Questa volta non alle cave ma al Porto di Marina di Carrara. Dinamiche ancora da accertare ma di certo una morte sul lavoro che non doveva accadere. Il 1° maggio scorso Anna Maria Furlan (Cisl), Susanna Camusso (Cgil) e Carmelo Barbagallo (Uil) sono venuti al Cimitero Marcognano di Carrara a commemorare i caduti sul lavoro e ad attirare l’attenzione sul problema della Sicurezza nel Mondo del Lavoro. Problema della Sicurezza troppe volte sottovalutato. Da allora questo è il terzo caduto nella nostra Provincia avvenuto nel mondo del lavoro. Una quindicina negli ultimi dieci anni! Un’enormità! Evidentemente qualcosa non funziona. Non si può sempre ricollegare tutto alla fatalità. Due anni fa è stato firmato anche un Protocollo per la Sicurezza nei Porti, evidentemente va rivisto e aggiornato. Sulla sicurezza le aziende devono mettersi in testa che devono investire. Investire sulla sicurezza non porta ricavi e utili ma riporta i Lavoratori dalle proprie famiglie sani e salvi alla fine di una giornata di lavoro. E questo deve essere l’obbiettivo comune e condiviso da tutti noi. Come Fit-Cisl vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà ai famigliari, ai colleghi e a tutti gli amici del Lavoratore».

Infine reazioni anche dalla politica con il Partito Comunista: «Ancora una volta ci ritroviamo qua a piangere un operaio morto sul lavoro! Uno come noi, che ogni giorno rischia la vita per portare a casa la giornata! Pretendiamo più controlli, più sicurezza sul lavoro e incentivi per le ditte che rispettano tutte le norme!».

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