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Morte operaio, la famiglia di Luca Savio: basta strumentalizzazioni

Nominati gli avvocati che dovranno assistere i congiunti. Intanto la Cisl bacchetta la Cgil: «Raccolta fondi si fa ma non si sbandiera»

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Si è svolta all’ospedale Versilia l’autopsia sul corpo di Luca Savio, il giovane operaio morto mercoledì scorso in un deposito marmi di Avenza dopo essere stato colpito da un blocco di marmo in fase di movimentazione. Adesso si attende il nulla osta del magistrato affinché si possa effettuare il funerale. Intanto la famiglia di Luca Savio ha nominato gli avvocati Antonio Macchiarini e Paolo Pasquali «per agevolare l’operato degli inquirenti i quali per qualsiasi necessità potranno rapportarsi direttamente con i legali», ma anche per bloccare i tentativi di «strumentalizzazione» della vicenda, fa sapere la famiglia dell’operaio che ha perso la vita al secondo giorno di lavoro di un contratto di 6 giorni. Gli avvocati terranno «i rapporti non solo con l’autorità giudiziaria inquirente, ma anche con gli organi di stampa per evitare una pressione mediatica della famiglia, al momento, non è in grado di sopportare in quanto già fortemente provata dalla tragedia verificatasi». La famiglia fa sapere di avere «fiducia nell’operato della magistratura» cui chiede di fare «piena luce su quanto tristemente accaduto nell’interesse soprattutto della piccola Camilla di solo un anno di età che ha perso per sempre il suo papà».

LA CISL BACCHETTA LA CGIL
Sulla vicenda interviene anche la Cisl con il segretario provinciale Andrea Figaia e Giacomo Bondielli di Filca-Cisl. «Apprendiamo dai media – scrivono dal sindacato –dell’iniziativa unilaterale Cgil di iniziare una raccolta di fondi a favore della famiglia della povera vittima del marmo a seguito di incidente sul lavoro, morta nei giorni scorsi, in un deposito di marmo. Già nel passato, chi scrive, ha operato concretamente con una iniziativa analoga, inventandola di fatto, ed erogando alla famiglia del lavoratore deceduto una somma, peraltro mai dichiarata; fermi come siamo al rispetto del principio secondo cui certe cose vanno praticate e non devono essere sbandierate. Esse infatti non sostituiscono l’agire politico sindacale e, a nostro avviso, vanno fatte con pudore. Ma il fatto che ci appare ancor più grave è la volontà di rompere le relazioni sindacali, soprattutto dopo la venuta dei segretari confederali generali, il 1° maggio, al cimitero di Marcognano di Carrara. Con questa Cgil nostrana non ci sono alternative e nel marmo poi il dictat è assoluto: bisogna sempre fare quello che decidono loro. Per quanto riguarda lo sciopero generale confederale è noto a tutti, ma lo ripetiamo ad adiuvandum, che le procedure devono essere rispettate rigorosamente dagli attori in campo, pena sanzioni anche personali. Non ci pare questo il caso di discutere sulle regole del gioco: se la Cgil volesse farlo può tranquillamente rivolgersi al proprio nazionale. Ci è stato proposto, al solito, di proclamare lo ‘scioperino’ venerdì pomeriggio su lunedì mattina (poi ci sarà il rinvio a causa della autopsia ordinata dal Pm) ben sapendo che la gran parte delle categorie non può dare seguito alla iniziativa. La cosa ci è parsa un po’ ipocrita ed inutile. Rimane aperta la questione del fondo marmo, ente bilaterale paritetico composto da industriali e organizzazioni sindacali confederali di categoria, che elargirà una somma a favore della famiglia del povero lavoratore deceduto, pur non essendo la ditta in questione né operante nel mondo della escavazione e della lavorazione del materiale lapideo, né iscritta al fondo stesso. Come recuperare una forma solidaristica di rapporto con il lavoratore che preveda la corresponsione di una somma adeguata alla famiglia nel caso di evento infausto? Come adeguarsi alla nuove realtà familiari di questo millennio? Perché ormai grandissima parte della nostra realtà sociale è permeata da ‘convivenze di coppia’ che, sul piano del diritto civile e privato, comportano delle conseguenze tutt’affatto certe, come invece eravamo abituati a conoscere. Per esempio, a chi dare le provvidenze economiche nel caso di lutto?».

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