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«Luciano era un uomo che sapeva farsi amare»

Un centinaio di persone ha dato l'ultimo saluto a Pampana, tragicamente scomparso in un incidente alle cave venerdì scorso

A rendere l’estremo saluto al cavatore Luciano Pampana, tragicamente scomparso nell’incidente in cava Fiordichiara, c’è poco più di un centinaio di persone. Alle 10.00 si raccolgono sulle scalinate della chiesa della Sacra Famiglia. L’amministrazione comunale è quasi al completo: presenti il sindaco Francesco De Pasquale, il vicesindaco Matteo Martinelli, gli assessori Alessandro Trivelli, Federica Forti e Sarah Scaletti, il presidente del Consiglio comunale Michele Palma, il consigliere Daniele Del Nero. In rappresentanza dell’opposizione c’è Andrea Vannucci di “Carrara Insieme”.

C’è il proprietario della CMV, Alessandro Macchione, con la sua famiglia. I cavatori sono una quarantina, provenienti da circa quattro cave diverse, le scarpe macchiate di bianco: sono pronti a tornare al lavoro. Un collega di Luciano è in lacrime. Ci sono i rappresentanti delle cooperative: Giulio Pegollo della cooperativa Canalgrande, Carlo Piccioli della cooperativa Lorano, Anselmo Ricci della cooperativa Gioia.

Gli esponenti della Lega dei cavatori, delusi dal mancato sciopero. Per i sindacati da Paolo Gozzani, segretario della Camera del Lavoro di Massa-Carrara, e Roberto Venturini di Fillea Cgil. “È un giorno tristissimo,” commenta Gozzani. “Luciano era una persona che sapeva farsi amare – dichiara l’ex consigliere comunale di Massa Angelo Altieri – a Viterbo aveva una figlia che non sentiva molto, qui aveva trovato una seconda famiglia. I Macchione sono persone perbene” aggiunge.

L’omelia di don Ezio Gigli è sobria: “Vorremmo che il candore delle montagne non fosse più bagnato del sangue degli operai. Dobbiamo attivarci tutti, ad ogni livello. Nel bacino di Fantiscritti si trova la statua della Madonna del Cavatore cui i nostri cavatori rivolgono lo sguardo.”