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Ambulatori montani, accordo Asl e Comune per Pariana e Casette ma mancano gli iscritti. L’intervista.

«Comune ed ASL hanno lavorato per la riapertura di un presidio pubblico a Pariana e Casette, inoltre la Regione mi ha comunicato che dal 16 agosto frequenterò il corso di formazione a Firenze e questo significa ottenere la titolarità della convenzione  ed  assicurare a Forno la presenza del medico per circa 35 anni»

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MASSA – Medico della zona montana? Forno per 35 anni  avrà il medico assicurato mentre a Casette mancano gli iscritti e si  rischia di vanificare lo sforzo messo in campo da Asl e Comune. Lancia l’allarme il dottor Andrea Rossi, medico sulle montagne massesi, che abbiamo intervistato.

Il sogno del dottor Andrea Rossi: fare il medico della zona montana. Come mai questa scelta controcorrente?

«Era in Lunigiana il mio primo incarico con la ASL, dove ho avuto l’occasione di spaziare su un vastissimo territorio di campagna, percorrendo migliaia di chilometri in lungo e in largo, da Zeri fino a Fosdinovo. Da allora mi è rimasta la passione di fare il medico in mezzo alla natura e le strade impervie non mi spaventano. La settimana scorsa, verso le dieci di sera, durante l’ultima visita domiciliare a Casette ho incontrato lungo la strada due cuccioli di volpe. Credo che sia una fortuna lavorare nei nostri paesi montani dove si respira un’aria buona e i pazienti hanno ancora un rapporto speciale con il proprio medico, come cinquant’anni fa».

Dopo Forno e Canevara, in dirittura d’arrivo ci sarebbero gli ambulatori di Pariana e di Casette.  Ma sentiamo a che punto è il progetto di riuscire a coprire  tutta la fascia a monte ed assicurare ai paesi un servizio di sanità pubblica.  Come è la situazione odierna?

«L’ideale sarebbe che ci fossero ambulatori medici di proprietà pubblica nelle frazioni principali e più popolose della montagna massese per non far sentire questi cittadini abbandonati dalle istituzioni. Mi riferisco in particolare a Forno, Casette e Pariana. Non sarebbe stato possibile, ad esempio, raggiungere con la campagna vaccinale molti pazienti anziani e fragili senza la presenza di un ambulatorio a Forno. Ora comunque ci sono buone prospettive anche per gli altri paesi: Comune ed ASL hanno lavorato per la riapertura di un presidio pubblico a Pariana e Casette, inoltre la Regione mi ha comunicato che dal 16 agosto frequenterò il corso di formazione a Firenze e questo significa ottenere la titolarità della convenzione  ed  assicurare a Forno la presenza del medico per circa 35 anni».

Una bella notizia che però, come tutte le medaglie, ha il suo rovescio:  perché?

«Ai medici che frequentano il  corso viene posto un blocco per cui,  per tre anni, non potrò accogliere altri pazienti oltre ai circa 1700 che già ho. Però nel nuovo contratto nazionale della Medicina Generale si accenna alla possibilità per i medici di famiglia delle zone disagiate di poter raggiungere 1800 pazienti».

Dove è importante e necessario, adesso, recuperare pazienti?

«Sicuramente sul versante di Casette e dintorni. Ma anche chi è di Forno, ed è rimasto senza medico con i recenti pensionamenti, se  vuole scegliermi deve sbrigarsi a farlo. Ci vuole una soglia minima per aprire un ambulatorio, non si può fare certamente per dieci persone. A Pariana e dintorni ho circa 150 pazienti ed è il numero base necessario per giustificare l’apertura di un ambulatorio almeno una volta la settimana ed andare incontro alla popolazione residente. A Casette, purtroppo, i numeri sono ancora bassi perché tra la frazione principale e quelle limitrofe come Caglieglia, Fornello e Al Santo non raggiungo un numero adeguato per poter sostenere l’apertura di un presidio medico. Serve una mobilitazione così come è stato fatto l’anno scorso a Forno e, più recentemente, a Pariana».

Come mai Casette risponde poco?

«A Casette in realtà l’ambulatorio è chiuso da tre anni e quello che riaprirebbero ASL e Comune, dove il vecchio ufficio postale, sarebbe una novità. A Forno sostanzialmente c’è sempre stata continuità mentre a Casette probabilmente una fetta della popolazione si è rassegnata all’idea di aver perso l’ambulatorio in paese. Non c’è più un medico di riferimento come era una volta. Cinquant’anni fa ogni paese della montagna massese aveva il suo medico condotto: penso al dott. Canepa a Forno, al dott. Ricci a Casette e al dott. Rizzo ad Antona (dove oggi è posta una targa in marmo a suo ricordo).  Se a Casette non ci sarà una grande mobilitazione dei residenti per avere l’ambulatorio come è accaduto a Forno, ed in misura minore a Pariana e San Carlo, sarà un’occasione persa, vanificando gli sforzi fatti dall’ASL e dal Comune. Ringrazio Daniele Tarantino con il comitato ‘Una montagna da salvare’ che è stato sempre presente sia per Forno che per gli altri ambulatori. Per Pariana hanno dato un grande aiuto, con la raccolta firme, anche Simone Ortori ed il parroco Don Primiero. Un sentito ringraziamento va anche all’amministrazione comunale che ha sistemato gli ambulatori ed ovviamente alla dottoressa Monica Guglielmi, responsabile ASL Zona Apuane, che si è impegnata moltissimo per risolvere il problema degli ambulatori nelle frazioni montane»

 

 

 

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