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Cave sulle Apuane, la giunta Arrighi replica alle polemiche: «Ambiente prioritario»

Palazzo civico a M5s e Rifondazione: «Abbiamo votato a favore della richiesta della comunità del Parco, in quanto condividiamo lo spirito di fondo»

CARRARA – «Rispondiamo agli articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi, con interventi di esponenti del M5s e di Rifondazione comunista. Il tema è quello legato alla possibilità di escavare in galleria in zona “zps” (zona di protezione speciale) a seguito della sentenza del Tar n. 746/22 ed alla partecipazione dell’assessore Lattanzi all’assemblea del Parco delle Apuane». Inizia così la replica dell’amministrazione comunale di Carrara a quanto denunciato nei giorni scorsi dai due partiti (qui).

«Pur ritenendo di non dover dare alcun tipo di chiarimento circa le decisioni che sottostanno alla partecipazione dell’assessore al Bilancio all’assemblea del Parco, evidenziamo – dice il Comune – che il primo punto all’ordine del giorno dell’assemblea del 18 luglio era l’espressione del parere sul bilancio preventivo economico 2022 e pluriennale 2022/2024 del Parco delle Alpi Apuane. La delega della sindaca all’assessore per partecipare è evidentemente derivante da quello, ovvero da uno dei principali argomenti trattati».

«Nell’intervento, firmato anche dall’ex assessore al bilancio Matteo Martinelli, abbiamo letto anche alcuni suggerimenti su chi, secondo lui, avrebbe dovuto recarsi a quell’assemblea. Ringraziamo l’ex-vicesindaco per lo zelo e per le indicazioni, ma vorremmo ricordare che certi spunti non spettano più a lui. Venendo al merito della vicenda, ovvero la discussione sulla questione attività estrattive e Zps, alla luce della sentenza Tar Toscana 746/22 e della deliberazione del Consiglio direttivo dell’Ente parco 22 del 5 luglio 2022, abbiamo votato a favore della richiesta della comunità del Parco, in quanto condividiamo lo spirito di fondo, cioè l’opportunità di aprire una riflessione, una valutazione e quindi una discussione con la comunità del Parco sul tema, anche a seguito della sentenza da Tar in materia».

«Relativamente alle critiche di non essere vicini alla tutela ambientale – conclude Palazzo civico – desideriamo ribadire con fermezza come la tutela dell’ambiente rappresenta uno dei punti fondanti del nostro programma. Ma questo non deve depennare la possibilità di sollevare obiezioni sul metodo con cui vengono affrontate alcune questioni, come è accaduto nel caso specifico. Per concludere: quella apparsa sulla stampa rappresenta una querelle sterile e un po’ fine a se stessa, che dimostra pochezza di argomenti, sia da parte dell’opposizione, sia da parte di Rifondazione Comunista. Ma che nel contempo testimonia soprattutto un po’ di difficoltà ad accettare il recente verdetto elettorale».