LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Fonteviva, ridotta di 10 volte la portata dell’acqua. «Per ora sospese bottigliette ed esportazioni» foto

Lorenzo Porzano: «Il mio sogno è di arrivare ad attingere anche a SetteFontane, per creare una nuova etichetta»

MASSA – «Houston abbiamo un problema, un grosso problema» è così che inizia la nostra intervista con il presidente di Evam, Lorenzo Porzano, quando gli facciamo la prima domanda, ovviamente sulla situazione siccità. “La nostra storia nel 1973 quando il Comune di Massa, per la valorizzazione e commercializzazione delle proprie acque minerali costituisce Evam. Spa, acronimo di “Ente Valorizzazione Acque Minerali”. La sede operativa è stabilita a Canevara, ai piedi delle Alpi Apuane di Massa e nel 1980 viene ultimata la costruzione dell’attuale stabilimento. Due anni dopo, nel 1982, giunge anche l’autorizzazione ministeriale e inizia l’attività di estrazione e imbottigliamento dalle sorgenti. Due sono i prestigiosi marchi che Evam immette sul mercato: Fonteviva e Amorosa” si legge sul sito della società partecipata del Comune apuano che spiega in poche righe l’identikit dell’ente. L’allarme siccità, il sogno di attingere ad altre fonti per una nuova etichetta accanto a Fonteviva, il bilancio in fase di risanamento e la necessità di investimenti: diversi sono stati i temi affrontati assieme a Porzano.

Com’è la situazione siccità a monte?

«La situazione a monte è tragica. La portata della fonte si è ridotta di 10 volte».

Da quando?

«Si è iniziata a sentire la situazione da circa un mese. Del resto la nostra forza è anche la nostra debolezza. La nostra forza è che la nostra acqua è meravigliosa proprio perché sgorga dalla sorgente e la prendiamo direttamente dalla fonte, ma se non piove la sorgente non dà più acqua. Altri che prendono l’acqua dalla falda, dalla terra, non hanno questi problemi».

Si era già sperimentata in passato un’esperienza di questo tipo?

«Circa vent’anni fa, agli inizi degli anni 2000 c’era stato un altro momento tragico. Oggi siamo senza scorte ma non era possibile prevedere quanto sta accadendo. La portata dell’acqua è passata da 2 litri in media al secondo a 0,16… Nel frattempo stiamo approfittando per fare lavori di manutenzione».

C’è rischio di cassa integrazione per i 18 dipendenti?

«No, assolutamente, un’azienda come la nostra non può permettersi neanche di pronunciare le due parole cassa integrazione, almeno finché ci sono io».

Come vengono gestiti gli ordini di questi tempi?

«Cerchiamo di garantire i contratti in essere che sono annuali. E per ora siamo riusciti a soddisfare tutti gli approvvigionamenti, ma non produciamo più bottigliette da mezzo litro, ora produciamo solo il formato da 1,5 litri e da un litro, che prima era la ‘Cenerentola’ dei formati ma che con me ha fatto numeri incredibili. Per i contratti con l’estero, con gli Usa per esempio, stiamo temporeggiando, c’è chi sta facendo pressioni ma stentiamo a soddisfare i bisogni dei nostri cittadini, non riusciamo a esportare. Abbiamo venduto più acqua di quello che abbiamo ma nessuno poteva saperlo».

Come sta Evam?

«Evam è un vanto per il territorio, è un’azienda che sta bene. In passato ha subìto dei danni per via delle gestioni scellerate di qualche vecchio presidente ma anche prima che arrivassi io era già stata iniziata una importante opera di risanamento. È un’azienda che ha bisogno di investimenti, di manutenzione straordinaria, gli impianti sono industriali e hanno una durata limitata nel tempo. Il tetto per esempio è da rifare completamente e abbiamo impianti vecchissimi».

Quante sorgenti usate?

«Una sorgente, ma il mio sogno è di arrivare ad attingere anche a SetteFontane, un’altra sorgente di Belvedere, per un’altra etichetta. È uno dei miei obiettivi: il riconoscimento di un’altra sorgente. Per ora la usiamo solo per fare il lavaggio e la sanificazione degli impianti. Tra l’altro è una sorgente più sotto e non ha avuto la flessione come Fonteviva».

Cos’è successo con Acqua Azzurrina (la società che imbottiglia l’acqua della fonte di Careggine nel Parco delle Alpi Apuane e nel cuore della Garfagnana, andata in fallimento nel 2021 per la seconda volta, ndr)?

«Avevo avuto uno scambio di battute a mezzo stampa con chi gestiva la società sui prezzi che applicava. Vedevo i prezzi sul mercato e sapevo quanto erano i costi: erano bassissimi. Alla fine avevo ragione io. Avevamo anche portato in consiglio di amministrazione uno studio di fattibilità per rilevarla, ma non c’erano i presupposti: avevano fatto due aste distinte, una per l’asset industriale (capannoni e impianti) e una per la sorgente e avremmo dovuto vincerle entrambe ma sarebbe stata una scelta che avrebbe messo a rischio l’investimento pubblico di Evam».

Avete anidride carbonica, che oggi sul mercato sta scarseggiando, per produrre l’acqua frizzante?

«Sì, non abbiamo nessun problema da questo punto di vista»

Si sente di aggiungere un commento?

«Sono soddisfatto del lavoro che stiamo facendo: è un successo, Fonteviva si sta affrancando sempre più come acqua nostra, del territorio, sento tanta gente parlarne bene e dire di esserne contenta».