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Parla un dipendente della Croce Bianca: «I debiti sono con l’Inps, proponiamo un piano alternativo al fallimento»

Enrico Ricci: «Sono spariti tutti, fra amministratori e dirigenti. Intanto io e Domenico giovedì alle 9, abbiamo indetto la riunione con i volontari e i dipendenti, ma è aperta anche ai cittadini, perché svolgiamo un servizio per tutta la città».

MASSA – Quello di giovedì prossimo sarà un appuntamento cruciale per la Croce Bianca di Massa, quando Enrico Ricci, autista soccorritore e Domenico Piedimonte, consigliere di Forza Italia ma in questo caso nelle vesti di volontario dell’associazione nonché amico di Enrico, sottoporranno a tutti i volontari il progetto alternativo all’accordo sindacale che sancirebbe il beneplacito dei lavoratori al fine vita della Croce Bianca massese, soffocata dai debiti e avviata ormai al fallimento. Ci racconta tutto Enrico Ricci: «Ho 47 anni e sono 26 anni che lavoro all’interno della Pubblica Assistenza come autista soccorritore e faccio parte dello staff Anpas Toscana (l’ente di cui fa parte la Croce Bianca) nel gruppo Formazione autisti. Non prendo lo stipendio da aprile» premette e racconta Enrico. Così come rivela di avere una banca ore permessi che non finisce più, un monte ore ferie ancora più grande e di avere anche degli arretrati dal 2016, dal 2018 e dal 2020. E come lui, anche altri colleghi sono nella stessa situazione. Insomma una somma ben più alta di quelle tre mensilità, con liquidazione del Tfr che l’accordo tra Anpas Toscana e sindacati prevederebbe e che vorrebbero far siglare ai lavoratori.

Ma Enrico non ci sta né a rinunciare a quanto gli spetta, né a vedere chiudersi per sempre la storia della Croce Bianca in cui lavora da quando era ragazzo: «Sai perché ho così tante ferie’? – ci chiede – perché quando le chiedevamo poi erano costretti a chiamarci: il lavoro sul territorio è tantissimo, non abbiamo un attimo di respiro. Il problema della Croce Bianca di Massa non è certo la carenza di lavoro. Altro che licenziarci e chiudere, dovrebbero assumere».

Enrico spiega così alla Voce Apuana come il debito della Croce Bianca sia un debito smisurato maturato, non nei confronti dei fornitori, ma  nei confronti dell’Inps; un debito che si è trascinato nel tempo assieme alle sanzioni fino a raggiungere somme da capogiro. «Siamo stati dal Prefetto io e Domenico e ci hanno spiegato che ci potrebbero essere dei risvolti penali» ci dice l’autista riferendosi al fatto che il mancato pagamento dei contributi sociali sopra un cero importo ha delle implicazioni penali. « Ma non ho intenzione di firmare un accordo con cui rinunciamo a chiedere qualsiasi altra cosa che non sia contenuta nell’accordo perché la possibilità di salvare la Croce Bianca c’è” sostiene con forza.

Enrico ci racconta allora di una cena tra amici con Domenico Piedimonte, volontario della Croce Bianca e che nella vita fa il commercialista, da cui nasce l’idea di vendere la struttura dove l’associazione apuana ha la sede, per ripianare il debito con l’Inps.

Ricci spiga anche la posizione dell’attuale presidente della Croce Bianca, Nino Mignani: «La situazione in cui versa  la Croce Bianca è antico, storico e quando venne cambiato il presidente e varrivò Mignani, lui era titubante e disse chiaramente che accettava l’incarico e che avrebbe provato ad aiutare la Croce Bianca ma che senza l’aiuto dell’Anpas non sarebbe stato in grado di estinguere il debito. Ora sono spariti tutti, fra amministratori e dirigenti. Intanto io e Domenico giovedì alle 9, abbiamo indetto la riunione con i volontari e i dipendenti ma la riunione è aperta anche ai cittadini, perché la Croce Bianca svolge un servizio per tutta la città e lì presenteremo il nostro piano per salvarla. Sono i volontari che eleggono il consiglio di amministrazione e se i volontari si convinceranno della possibilità conncreta di salvare la Croce Bianca vendendo lo stabile, il consiglio non potrà non tenerlo in considerazione». Gli chiediamo allora cosa pensino i colleghi (sono 12 dipendenti) della proposta di accordo arrivata sul tavolo del sindacato:«All’inizio erano tutti d’accordo, ora non so. E’ ancora tutto possibile» ha affermato fiducioso.