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L’Asl sui calcinacci al Monoblocco: «Lavori programmati, da oggi la rimozione»

L'Azienda sanitaria risponde a Musetti (Fi): «Tutte le mattonelle non stabili sono state rimosse e una porzione di facciata è stata fatta appositamente cadere dagli operai perché pericolante»

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CARRARA – Rispetto alla situazione del Centro Polispecialistico “Achille Sicari” di Carrara l’Azienda Usl Toscana nord ovest evidenzia che al monoblocco «non ci sono macerie che si staccano dai muri». La denuncia era arrivata da Gianni Musetti di Forza Italia (qui) e a stretto giro è arrivata la replica dell’azienda sanitaria. «Si tratta infatti – spiega l’Asl – di lavori programmati nell’ambito di un appalto per l’efficientamento energetico della struttura: nell’ottica di un intervento di messa in sicurezza, tutte le mattonelle non stabili sono state rimosse e una porzione di facciata è stata fatta appositamente cadere dagli operai perché pericolante: da oggi (22 luglio) si provvede a togliere i residui. Per raccogliere il materiale, inoltre, non ci sono materassi ma pannelli di isolamento. Il cantiere è ultimato e in fase di sgombero e, dopo la messa in sicurezza, verranno programmati gli altri interventi necessari. La ditta che, dopo aver vinto una gara, segue i lavori di efficientamento energetico si occupa infatti anche della manutenzione ordinaria programmata degli edifici (aspetto compreso nell’appalto)».

«Si coglie l’occasione per ricordare che l’Azienda Usl Toscana nord ovest ha intrapreso, tra le prime in Italia, un percorso che mette insieme le proprie strutture sanitarie attraverso appalti di nuovo tipo denominati Epc (Energy Performance Contract). E’ previsto in questo ambito un investimento di forte impatto da parte di società Esco (Energy Saving Company), le quali rientrano dei loro investimenti mediante i risparmi ottenuti nel corso della gestione degli impianti  e degli edifici una volta resi efficienti dal punto di vista energetico o comunque migliorati rispetto allo stato iniziale. L’Azienda, oltre ad un piccolo risparmio iniziale – prosegue l’Asl – si ritroverà poi gli impianti e le strutture adeguati alle normative e con una maggiore efficienza energetica. In tal senso sono state completamente ricostruite le centrali termiche di alcuni presidi fra i più energivori, sono stati installati nuovi gruppi frigo ad alto rendimento, sono state sostituite le illuminazioni con lampade a led autoregolanti, sono stati installati sistemi di supervisione e regolazione della temperatura nei locali e via dicendo».

«Si parla di oltre 50 milioni di investimenti complessivi. Grazie a tutto questo lavoro portato avanti negli ultimi anni, tra l’altro, la Asl ha potuto vivere il difficile periodo legato alla pandemia con relativa tranquillità dal punto di vista energetico. Infatti, pur avendo in questi due anni di emergenza Covid tutti gli impianti di trattamento dell’aria impostati e regolati al massimo delle loro capacità per rendere gli ambienti il più possibile esenti dal virus e pur avendo riaperto strutture dismesse o aperto locali ex-novo – per aumentare i posti letto o per eseguire in sicurezza vaccini e tamponi – non si è assistito a un aumento dei consumi bensì a una loro riduzione o al massimo stabilizzazione. In termini di Tep (Tonnellate di Petrolio Equivalente) si parla di circa 320 Tep in meno tra il 2019 ed il 2021. Ciò significa aver risparmiato circa 2.240 barili di petrolio”. Con il completamento delle opere di efficientamento, alcune delle quali effettuate appunto al monoblocco di Carrara, ci si aspetta ulteriori equivalenti risparmi nei prossimi anni».

«Tutto questo a dimostrazione del fatto che non c’è alcuna incuria e degrado, ma anzi una visione di una prospettiva reale di sviluppo e di miglioramento degli edifici aziendali. Dal punto di vista delle prestazioni, l’Azienda Usl Toscana nord ovest ribadisce che il monoblocco di Carrara è stata tra le strutture aziendali in grado a mantenere tutte le sue funzioni anche nel periodo pandemico. Dopo la prima ondata di emergenza Covid, tra l’altro, al Centro “Achille Sicari” sono state trasferite nuove attività di chirurgia ambulatoriale che hanno permesso di far fronte alle esigenze della cittadinanza. Senza contare che il monoblocco è stato anche potenziato con l’apertura di posti letto di cure intermedie che prima non c’erano».

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