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Emergenza idrica, costretto a chiudere l’impianto irriguo di Bagnone per mancanza d’acqua

Consorzio costretto a chiudere impianto irriguo in Lunigiana per mancanza d'acqua. È il primo stop di questo tipo in Toscana. Ridolfi: «Invaso della Marana irriconoscibile, cabina di regia approvi gli interventi per affrontare la crisi»

Bagnone – Chiuso l’impianto irriguo in Lunigiana per mancanza di acqua è il primo stop di questo tipo in Toscana: a comunicarlo il Consorzio 1 Toscana Nord. « L’invaso della Marana è sceso sotto i livelli di guardia e da oggi non potrà più essere utilizzato per alimentare una parte significativa dell’impianto irriguo di Bagnone – Villafranca -spiega in un comunicato il Consorzio – Al momento il servizio sarà sospeso solo nella zona B, quella compresa tra le frazioni di Virgoletta e Mocrone Alto nel comune di Villafranca in Lunigiana, ma non è escluso che nei prossimi giorni lo stop possa interessare altri settori della rete. La siccità e la conseguente mancanza d’acqua sta infatti mettendo in crisi gran parte del sistema irriguo della Lunigiana dove si registrano livelli minimi negli invasi e scarse portate di fiumi e torrenti. Quello di Bagnone – Villafranca è il primo impianto irriguo che viene fermato in Toscana a causa dell’emergenza idrica».

«L’invaso della Marana – afferma Ismaele Ridolfi, presidente del Consorzio 1 Toscana Nord – è irriconoscibile, ridotto ormai a una gigantesca pozzanghera piena di terra e fango. Il torrente Mangiola, che normalmente alimenta il bacino di accumulo, è quasi sparito. Nei giorni scorsi – prosegue il presidente – abbiamo chiesto alla cabina di regia per l’emergenza idrica di approvare gli interventi di risagomatura dell’invaso e di rimozione dei detriti che nel corso del tempo si sono depositati sul fondo, operazione che ci permetterebbe di aumentare i volumi complessivi e quindi la nostra capacità di stoccaggio della risorsa idrica. Ci auguriamo che dalla regione Toscana arrivi l’ok a questa richiesta, così da poter aprire quanto prima il cantiere. È fondamentale – sottolinea Ridolfi – sfruttare questa situazione di invasi vuoti per poter procedere alla risagomatura e alla rimozione delle terre, facendoci trovare preparati quando arriveranno le prime piogge».

Il Consorzio 1 Toscana Nord nei giorni scorsi ha inviato alla cabina di regia per l’emergenza idrica tre richieste che riguardano la Lunigiana. Oltre ai lavori di somma urgenza relativi all’invaso della Marana, stimati in 400 mila euro per sessanta giorni di lavoro, sono state richieste anche altre due autorizzazioni: una per la risagomatura dell’invaso di Arlia (300 mila euro) e un’altra per il miglioramento delle opere di captazione sul torrente Caprio in località La Rocca nel comune di Filattiera (100 mila euro).