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Asl risponde a Jacopo Ferri: «In Lunigiana servizi sanitari organizzati in ottica di rete»

L'azienda sanitaria: «Ogni amministrazione locale è costantemente coinvolta nelle scelte del governo sanitario attraverso la conferenza aziendale e le conferenze zonali dei sindaci. La disponibilità ad un incontro con il primo cittadino e con l'assessore alla sanità di Pontremoli per discutere delle criticità della Lunigiana, non è mai mancata e le questioni sollevate sono ben conosciute dall'azienda».

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PONTREMOLI – La Asl Toscana nord ovest risponde al sindaco Jacopo Ferri e all’assessore Clara Cavellini con delega alla Sanità, in merito alle recenti loro dichiarazioni con cui si dicevano preoccupati circa la “bolla Covid” attivata nel reparto di medicina dell’ospedale di Pontremoli, in quanto non  prevista una zona filtro, né sarebbe stato aumentato il personale come invece, hanno ribadito da palazzo civico, al Noa di Massa. Aggiungevano poi i nodi circa i tempi utili gli appuntamenti per visite ed esami e la richiesta di Unità Operativa Complessa dei presidi della Lunigiana e di Unità operative direttamente dipendenti dal dipartimento di riferimento per i reparti di Ortopedia-Traumatologia, Pronto Soccorso e Rianimazione. «La direzione dell’azienda USL Toscana nord ovest tiene sempre in grande considerazione le richieste che sindaci e amministratori locali fanno in rappresentanza dei propri cittadini e dei territori che governano-ha tenuto a precisare in una nota stampa Asl Toscana nord ovest- Ogni amministrazione locale è costantemente coinvolta nelle scelte del governo sanitario attraverso la conferenza aziendale e le conferenze zonali dei sindaci. La disponibilità ad un incontro con il primo cittadino e con l’assessore alla sanità di Pontremoli per discutere delle criticità della Lunigiana- ha proseguito nella nota l’azienda sanitaria, soffermandosi sulla propria apertura al dialogo- non è mai mancata e le questioni sollevate sono ben conosciute dall’azienda. A quella che sembra la costante preoccupazione degli amministratori, sempre sottolineata in ogni intervento sulla stampa, ovvero la richiesta di nomina del responsabile della struttura complessa direzione medica di presidio Fivizzano e Pontremoli, l’azienda ha già avuto modo di rispondere che la procedura è già stata avviata, compresa l’attivazione della richiesta in sede regionale».

L’azienda sanitaria ha poi illustrato la strategia di rete adottata per far fronte ai bisogni sanitari della Lunigiana:« Nello specifico dei bisogni sanitari della Lunigiana-fa presente la nota- si precisa che questi sono gestiti in ottica di rete. In un quadro caratterizzato da carenza di medici in molte specializzazioni (comprese il pronto soccorso, la radiologia e la ginecologia), dalle problematiche Covid e da risorse pubbliche da gestire con appropriatezza, gestire i servizi in rete garantisce livelli di assistenza sanitaria uguali per tutti i cittadini, in qualsiasi comune essi abitino. Si prenda la questione dei pazienti del pronto soccorso-cita Toscana nord ovest- Gli ospedali della provincia di Massa Carrara, compresi i pronto soccorso e i reparti di medicina, lavorano in rete. Il Noa si occupa di tutti casi più gravi che non possono essere presi in carico da Pontremoli e Fivizzano. Quando al Noa i pazienti più gravi sono stati curati e stabilizzati, soprattutto se risiedono in Lunigiana, vengono spostati a Fivizzano e Pontremoli per concludere il loro decorso. E’ una richiesta che spesso fanno gli stessi familiari, che così hanno il proprio congiunto vicino a casa. E ciò permette di liberare posti al Noa, dove in caso di necessità, altri pazienti acuti saranno curati. Quindi non esistono pazienti rifiutati dalla costa inviati in Lunigiana. Tutti i pazienti sono invece curati nei luoghi più appropriati rispetto ai singoli bisogni proprio per garantire a tutti gli stessi standard di assistenza».

Dopo il pronto soccorso, l’azienda sanitaria, riprendendo le dichiarazioni di palazzo civico, chiama in causa i servizi sankitari destinati ai pazienti oncologici, ricordando la nuova Tac: «Anche le prestazioni di follow up dei pazienti oncologici sono gestite in rete. I pazienti che vengono presi in carico dalla struttura di oncologia di Massa, che si occupa anche dei pazienti della Lunigiana, hanno tutti un piano di esami diagnostici e di controllo programmati dalla struttura stessa, che per renderli possibili nei tempi richiesti utilizza in rete tutte le risorse a disposizione, comprese le strumentazioni di Fivizzano, dove dal giugno scorso scorso è stata attivata la nuova Tac (per un investimento di 400mila euro in 5 anni) e di Pontremoli, dove si prevede che la nuova Tac sarà pronta per l’uso entro la fine dell’estate (anche in questo caso per un investimento di 400mila euro in 5 anni). Per cui può capitare che pazienti residenti in Lunigiana debbano recarsi sulla costa o che pazienti della costa debbano recarsi in Lunigiana, in una logica che non è quella del tutti contro tutti ma quella di assicurare a tutti esami e controlli nei tempi richiesti».

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