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Prova ancora a pagare in contanti al Cup di Massa: intervengono le forze dell’ordine

Il racconto: «Mi hanno invitato a uscire e a recarmi presso la stazione di polizia per fare denuncia, ma io mi sono rifiutata perché volevo che fosse messo a verbale che io ero andata alla Asl e che avevo provato a pagare in contanti»

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MASSA – Continua la protesta della cittadina apuana contro la carta di credito come unico mezzo di pagamento presso la Asl a saldo del ticket. Dopo aver protestato allo sportello una prima volta, qualche settimana fa, presso la Asl di via Bassa Tambura ed essere stata costretta, quindi, a cercare la farmacia convenzionata con la Asl, allo scopo di evitare di pagare con la carta di credito allo sportello Asl o in contanti ma presso tabaccaio/poste pagandosi una commissione maggiorativa, e dopo il relativo esposto alla Guardia di Finanza, Marzia, una cittadina massese, è dovuta tornare alla Asl, anche questa volta per pagare un ticket. E anche questa volta si è sentita rispondere che non poteva pagare in contanti ma con carta di credito, oppure in contanti ma solo alle poste, in banca o presso al tabacchino (con la maggiorazione della commissione).

Fattasi accompagnare da un’amica che ha filmato la scena, Marzia ci ha raccontato: «Ho citato all’operatrice dello sportello l’articolo 1277 del c.c. il quale prevede che le obbligazioni pecuniarie si estinguono per il loro valore nominale e con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento. Dopo le ho citato anche l’articolo 693 del codice penale (“Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con l’ammenda fino a lire trecento” c.d.c.), le ho detto che se non avesse accettato i contanti, lei sarebbe stata responsabile e l’ho avvertita che avrei chiamato la guardia di finanza».

Stando al racconto di Marzia, dopo essersi rivolta all’operatrice, si sarebbe allontanata dallo sportello per permettere agli altri utenti di accedervi e nel frattempo si sarebbe rifiutata di uscire dall’edificio, decidendo di non andare via fino a quando non le avessero permesso di saldare il suo debito in contanti. «Dopo qualche minuto è arrivata la polizia chiamata probabilmente dall’operatrice – continua il racconto Marzia – gli agenti, dopo aver parlato con lei e con alcuni funzionari, mi hanno raggiunto e mi hanno detto che la signorina si era sentita male. Mi hanno invitato a uscire e a recarmi presso la stazione di polizia per fare denuncia, ma io mi sono rifiutata perché volevo che fosse messo a verbale che io ero andata alla Asl e che avevo provato a pagare in contanti, ma gli agenti mi hanno risposto che non avevano niente con loro per verbalizzare».

Insomma, una situazione di impasse, a cui alla fine ha posto rimedio l’operatrice dello sportello facendosi carico, a titolo personale, del pagamento tramite la farmacia convenzionata: vale a dire che Marzia le ha consegnato il contante per il pagamento e il documento che permette il pagamento presso la farmacia e l’operatrice si è impegnata ad effettuare il pagamento. In realtà in un primo momento l’operatrice, ricevuto il contante da Marzia, avrebbe voluto pagare con la sua carta di credito (sobbarcandosi la maggiorazione che si versa per ogni operazione con carta) ma Marzia ha respinto la proposta: proprio ciò che non voleva, era proprio che il pagamento venisse effettuato per via elettronica: «Ci sono delle leggi che devono essere rispettate-ci ha ripetuto Marzia-la Asl e la regione devono fare un passo indietro» ha commentato decisa, ricordandoci di aver scritto una pec anche al presidente della Toscana Eugenio Giani informandolo della sua contestazione e di come molti anziani siano in difficoltà per questo motivo e poi ha assicurato: «Non tutte le regioni hanno adottato queste modalità: a Roma, Napoli, Milano, per esempio, il ticket nelle Asl si può pagare anche in contanti, solo in alcune regioni tra cui Toscana e Liguria è impossibile».

Parallelamente alla protesta di questa cittadina, nel paese continuano a far discutere e a sollevare proteste fra le associazioni di categoria, il pagamento elettronico e l’obbligo per tutti i commercianti, entrato in vigore in questi giorni, di accettare i pagamenti elettronici associato all’applicazione di eventuali sanzioni.

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