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Trent’anni di Fondazione Crc. «Mai mancato il nostro sostegno al territorio»

CARRARA – Era il 15 giugno del 1992 e la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara muoveva i suoi primi passi. Una nascita sancita a seguito del conferimento dell’attività creditizia alla conferitaria Cassa di Risparmio di Carrara SpA, che rappresenta la continuazione storica dell’originaria Cassa di Risparmio di Carrara istituita con Decreto Ducale il 18 ottobre 1843.  Oggi la Fondazione festeggia i suoi 30 anni di vita, una lunga storia di attività sempre a sostegno del territorio e delle sue esigenze. Un anniversario da ‘nozze di perla’ con la città e la provincia di Massa Carrara da celebrare con una cerimonia in programma il 15 giugno nel salone di rappresentanza della Camera di Commercio. Si parte alle 15.30 con l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti a cui seguiranno i saluti istituzionali. Alle 16.15 gli interventi dei relatori: il presidente della Fondazione CrC, Enrico Isoppi, il presidente della Fondazione Modena e vice presidente Acri, Associazione di fondazioni e Casse di risparmio italiane, Paolo Cavicchioli, e il presidente di Prometeia, già presidente della Fondazione CrC, Angelo Tantazzi sul tema di ‘L’evoluzione delle Fondazioni nel contesto recente’. Alle 17.30 interverrà poi il professore ordinario di istituzioni di diritto privato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Giulio Ponzanelli. “Vogliamo festeggiare i 30 anni della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara ripercorrendo quelle che sono state la sua attività e la sua storia dalla nascita a oggi – sottolinea il presidente Isoppi -. Un ente senza fini di lucro, dotato di piena autonomia statutaria e gestionale, la cui missione è quella di perseguire scopi di utilità sociale, promozione culturale e  di essere stimolo per uno sviluppo economico sostenibile. Anche nei periodi più difficili non è mai mancato l’impegno della Fondazione a investire in progetti, coerenti con i suoi valori, che contribuiscano a migliorare la qualità della vita della comunità attraverso il dialogo e la collaborazione con le istituzioni, gli enti pubblici o privati senza scopo di lucro, le associazioni non profit ed altri soggetti autorizzati. E ancor di più lo abbiamo voluto e lo abbiamo fatto negli ultimi anni, segnati dalla pandemia, dalla crisi economica e ora dal conflitto in Ucraina. La Fondazione è sempre vicina al territorio”.