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«Sanac, rischio chiusura e perdita di centinaia di posti di lavoro perché lo Stato non paga le fatture»

Il Partito della Rifondazione Comunista: «Ennesimo affronto della politica al territorio massese»

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MASSA-CARRARA – “Ennesimo affronto della politica al territorio massese. La crisi di Sanac è strettamente legata a quella di Ilva di Taranto evidenziando, se c’è ne fosse ancora bisogno, quanto il Governo sia particolarmente inadatto a gestire le crisi aziendali, più o meno grandi”. Ad intervenire sulla delicata situazione dello stabilimento massese è il Partito della Rifondazione Comunista Massa Carrara. “Sono quattro gli stabilimenti Sanac che ad oggi rischiano la chiusura – ricordano da Rifondazione – perché lo Stato, in pratica, non paga fatture di un anno fa per la produzione già effettuata: se non arrivano i 35 milioni di fatture non pagate, non ci sarà la liquidità necessaria per continuare, quindi chiusura e perdita di oltre 100 posti di lavoro. Lavoratori abbandonati dalla politica che ha beccheggiato chiedendo senso di responsabilità ai lavoratori, ma non riuscendo a dare una risposta di continuità produttiva. E’ l’ennesimo caso che i rappresentanti politici delle forze di maggioranza fanno il gioco del capitale sulla pelle di lavoratori e lavoratrici, non lo sappiamo se per incapacità o per volontà, ma per 100 famiglie il risultato non cambia”.

Anche il Partito della Rifondazione Comunista è sceso in piazza, ieri, davanti alla sede della prefettura, per esternare le nostre preoccupazioni sulle trattive di acquisto “dell’ennesima multinazionale controllata da fondi di venture capital pronta a fare la solita razzia speculativa”. “Dobbiamo e difendere territorio e lavoratori: per questo chiediamo al consiglio comunale di Massa di esprimersi istituzionalmente garantendo che quell’area non subirà modifiche di destinazioni d’uso impedendo in modo preventivo ogni velleità speculativa al di là dei piani industriali al momento solo annunciati che sono spesso carta straccia. La vocazione industriale di quelle aree è una salvezza non solo per i lavoratori ma per tutto il territorio massese, nessuno può pensare di portarcelo via”.

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