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Centro antiviolenza, ecco la nuova sede di Carrara. «Servizio più efficiente e accogliente»

CARRARA – Il Centro Antiviolenza “Donna chiama Donna” ha una nuova sede sicura, funzionale e adeguata alle esigenze delle persone che si rivolgono a questo delicatissimo servizio: l’assessore alle Pari Opportunità ha consegnato alla vice presidente del CIF (Centro Italiano Femminile) Carrara Francesca Menconi le chiavi dello stabile adiacente gli Uffici della Polizia Municipale, presso la sede dell’ex Tribunale in piazza Lodovici a San Martino. La consegna è avvenuta alla presenza della dirigente del settore Pari Opportunità Barbara Tedeschi e della dottoressa Francesca Giusti, e ha sancito l’assegnazione ufficiale al Centro Antiviolenza di questi spazi, di proprietà del Comune di Carrara, un tempo adibiti a casa di guardianaggio.

«Questo locale è adiacente alla Polizia Municipale, in un’area video sorvegliata e che ha a disposizione un ampio parcheggio, con un piazzale in grado di ospitare iniziative ed eventi pubblici. Il percorso di assegnazione al Cav non è stato semplice ma sono fermamente convinta che con oggi assicuriamo a questo Centro, così importante per le donne della nostra comunità, una sede davvero funzionale che permetterà alle operatrici di rendere il servizio ancora più efficiente e accogliente» ha dichiarato l’assessore alle Pari Opportunità, Anna Galleni.

«La presidente del CIF Carrara, Nella Pisani e le operatrici del Centro Antiviolenza sono estremamente soddisfatte della scelta dell’amministrazione di adibire questi locali a sede del Cav. Si tratta di una soluzione idonea e con grandissime potenzialità» ha commentato la vice presidente di Cif Francesca Menconi.

Contestualmente alla consegna della sede, è stata annunciata la conclusione del percorso di regolarizzazione dei problemi di abitabilità che hanno reso a lungo inutilizzabili le case di Vicolo dell’Arancio: un tempo utilizzati come case rifugio per le vittime di violenza, gli appartamenti saranno destinati a case di secondo livello, quelle cioè in cui viene garantita ospitalità temporanea alle donne vittime di violenza che non si trovano in situazione di pericolo immediato ma necessitano di un periodo limitato di tempo per raggiungere l’autonomia. Essendo trapelata la loro collocazione in vicolo dell’Arancio, infatti, le abitazioni non potranno essere più usate come case rifugio, perché queste per garantire massima tutela alle ospiti devono avere un’ubicazione coperta da segreto.