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Violenza di genere, numeri altissimi per il 2022, Ferri: «Dati che fanno riflettere»

CARRARA – Il report presentato dall’Arma dei Carabinieri in occasione della celebrazione dei 208 anni dalla fondazione rivela un trend negativo riguardo ai reati di violenza di genere nella nostra provincia nel periodo giugno 2021-maggio 2022.

7 arresti, 101 deferimenti in stato di libertà per altrettante situazioni di rischio, 16 misure cautelari, 3 arresti domiciliari, 6 divieti di avvicinamento, 3 divieti di dimora, 1 sospensione della potestà genitoriale.

“Dati che devono far riflettere le nostre coscienze. La nostra attenzione sarà alta sulla violenza di genere. Nella città di Carrara – spiega il candidato sindaco di Carrara Cosimo Ferri – ci sono realtà importanti di ascolto. Chi denuncia, chi ha paura non dev’essere lasciata sola. Il Comune farà rete con l’associazionismo”.

Alice Rossetti, candidata nella Lista Ferri, è da sempre attiva sul tema delle politiche di genere e commenta così: “La donna vittima di violenza, di qualunque tipo, non deve sentirsi giudicata né colpevolizzata e verso di lei è necessario essere sempre disponibili all’ascolto empatico. La maggior parte delle donne vittime di violenza ha figli minorenni e i maltrattanti sono soprattutto partner o ex partner. Dopo anni di sensibilizzazione, però, è ancora difficile denunciare”.

La Rossetti espone poi i suoi propositi: “Intendo rafforzare  le azioni e  le strategie del centro-antiviolenza  ‘Donna chiama Donna”  a tutela di tutte  donne e dei loro figli, senza alcuna distinzione.  La mia mission è offrire aiuto alle donne maltrattate e che hanno subito  violenza fisica o psicologica e sviluppare una forte strategia contro la violenza di ogni tipo,  promuovere la ricerca, il dibattito e la diffusione di conoscenze sul tema della violenza alle donne, dello stalking ed  del mobbing”.

Ed aggiunge: “Intendo promuovere, inoltre, una politica costruttiva e  implementare e  sensibilizzare azioni  anche sulla prevenzione del fenomeno del bullismo, del cyberbullismo, e dell’omofobia, anche attraverso interventi di educazione sessuale”.

La Rossetti ricorda infine che la normativa nazionale, in linea con le raccomandazioni e le convenzioni internazionali, persegue tre obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime anche con l’allontanamento del familiare violento. “Ma è possibile fare di più e meglio per questo chiedo alle donne di  denunciare il loro carnefice per la violenza subita e di avere fiducia nelle istituzioni. Solo facendo emergere il problema diventeremo più forti. Voglio anche ricordare che è previsto il patrocinio gratuito a spese dello Stato per le donne, senza mezzi economici, violentate e/o maltrattate, uno strumento fondamentale per difenderle e far valere i loro diritti, in collaborazione con i centri anti violenza e i tribunali”.