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«Un ‘mare di idee’ per l’ex Mediterraneo». Coinvolte scuole, cittadini e associazioni foto

L'assessore Anna Galleni:« Abbiamo destinato all’area 2,865 milioni di euro che serviranno alle prime opere di sistemazione dell’area: questo significa che già nei prossimi giorni partiranno i lavori di sistemazione, pulizia e ripristino del decoro. Si ribalta un modello: a Carrara c’era un parco, l'ex area Montecatini e venne deciso di costruirci degli edifici, qui abbiamo un luogo cementificato e ribaltiamo il modello, deve diventare un luogo della città»

MARINA DI CARRARA – L’amministrazione chiede un “mare di idee” alle cittadine e ai cittadini per scegliere il destino dell’ex area del Mediterraneo, acquistata dal comune con rogito del 27 maggio scorso, dopo lunghe trattative condotte con l’ormai ex proprietaria Porto spa. L’amministrazione chiede idee, dunque, alla città tramite un progetto partecipativo, “Un mare di idee”, finanziato con 33 mila euro provenienti da bando regionale, bando che prevede un 15% di cofinanziamento da parte del comune e il cui esito si conoscerà tra qualche settimana. «Abbiamo motivo di ritenere che il finanziamento ci verrà assegnato» assicura l’assessore alla Partecipazione Daniele Del Nero.
Sull’aspetto più strettamente legale circa i passaggi del negoziato, è Anna Galleni assessore al Patrimonio, a spiegare tutti i dettagli e a fare chiarezza su alcune questioni allo scopo di spegnere alcune polemiche in corso: «È stata una mediazione difficile ma anche appassionata e appassionante-inizia a riepilogare la vicenda del negoziato Anna Galleni – Vorrei partire con il chiarire alcuni aspetti. L’area del Mediterraneo, che sono più di 4 mila mq, non è un’unica area, sono più particelle distinte: una di 2.160 mq, l’ex Casa del Portuale e l’altra di 1.960 mq, il Mediterraneo (l’edificio che ospitava l’albergo, ndc). L’altra questione da chiarire è che l’area dell’ex Casa del Portuale non era del comune, era della Porto: quando venne creata nel 1939 c’era una clausola che prevedeva che quando la Casa del Portuale non ci fosse più stata, il proprietario dell’area doveva pagare al comune il valore legale: c’è stato quindi un contenzioso nel 2016 perché il comune chiese quel valore legale, la Porto respinse la richiesta e contestualmente avanza due richieste: una di restituzione di 800 mila euro perché ritiene che la polizza fidejussoria escussale dal comune non fosse stata escussa validamente e una restituzione di 600 mila euro versata a suo tempo dalla Porto a titolo di contributo di costruzione ma che chiedeva indietro per non aver costruito i volumi per i quali aveva pagato».

Sempre facendo il resoconto dei fatti, l’assessore prosegue: « Nel frattempo la Porto chiede al comune di poter demolire l’albergo, ottenendo il permesso e costruisce la parte interrata: un garage di 4.586 mq».
Venendo al punto cruciale del negoziato, Anna Galleni ricorda come la Porto faccia una prima proposta transattiva di 1 milione e 200 mila euro che chiede al comune per vendergli l’area, per poi successivamente scendere a 680 mila euro, dopo la trattativa, una perizia importante del comune e la compensazione di 600mila euro che la Porto riconosce al comune per la ex Casa del Portuale: «Contestualmente- aggiunge l’assessore-la Porto rinuncia alle due cause potenziali, quelle da 800 mila euro e da 600 mila euro e così il comune può definitivamente incassare la fidejussione che aveva escusso senza dover temere provvedimenti dalla causa a cui la Porto ha rinunciato».

Un’operazione complessa ma estremamente soddisfacente, fa notare Anna Galleni tirando le somme: «Il 27 maggio scorso è stato firmato il rogito e adesso quest’area è della cittadinanza: è stata una ferita aperta per anni ma adesso si deve pensare insieme con un percorso di partecipazione per decidere le funzioni di questo spazio, a partire dai 4.500 mq di parcheggio che in prospettiva del Waterfront saranno fondamentali. Sulla superficie saranno la città e i cittadini a decidere. Abbiamo destinato all’area 2,865 milioni di euro che serviranno alle prime opere di sistemazione dell’area: questo significa che già nei prossimi giorni partiranno i lavori di sistemazione, pulizia e ripristino del decoro. Si ribalta un modello-rivendica l’assessore facendo un parallelo con l’area ex Montecatini- a Carrara c’era un parco e venne deciso di costruirci degli edifici, qui abbiamo un luogo cementificato e ribaltiamo il modello: deve diventare un luogo della città».

L’assessore torna poi a rispondere a distanza ad alcune polemiche: «L’altro ieri ci hanno portato le chiavi: è stato molto emozionante vedere il piano interrato, perché è messo benissimo. Adesso va messo in sicurezza con un apio di parapetti e poi si farà la pulizia dell’area. Mi dispiace che qualcuno inizi col dire che mancando i soldi conviene vendere l’area: nel momento in cui bisogna avere idee, capacità e professionalità da mettere in campo per trovare finanziamenti con bandi si pensa di dover vendere. E’ un modo infantile di vedere la gestione del bene pubblico».
L’amministrazione e l’assessore Galleni hanno quindi escluso che l’area possa tornare albergo: «Significherebbe vendere a un imprenditore: a un certo punto la proprietà dell’albergo ritenne conveniente convertire tutto in abitazioni perché non ci stava più dentro tra costi e ricavi: la ricezione è cambiata, non ci sono più le comitive che vanno in albergo, la gente affitta appartamenti o va nei Bed & Breakfast e il comune non può obbligare a fare impresa».

È invece l’assessore Del Nero a illustrare le fasi del percorso partecipativo, finanziato dal bando regionale e che si concluderà in 6 mesi dal momento dell’assegnazione del finanziamento e che dovrebbe avere inizio dal primo di settembre per concludersi il 30 marzo 2023: « Vogliamo che quest’area diventi un bene comune e con questo bando troveremo le risorse per attuare il percorso partecipativo – ha annunciato Daniele Del Nero descrivendo i passaggi del percorso – Il progetto partecipativo si chiama “Un mare di idee”, si svolgerà in 6 mesi e prevede una prima fase preparatoria con la creazione di una cabina di regia e con l’interazione e l’avvio di collaborazioni con scuole, Accademia di Belle Arti e gli enti del terzo settore. Successivamente la seconda fase di informazione e di ascolto prenderà vita con l’avvio di una serie di incontri pubblici, interviste a tutti i cittadini che vorranno partecipare al progetto e di incontri con le scuole: docenti, dirigenti scolastici, studenti. E’ previsto anche un concorso per le scuole i cui elaborati ci piacerebbe mettere in mostra sulla recinzione dell’area. L’ultima fase, quella di restituzione vede la premiazione del concorso per le scuole e soprattutto l’avvio di un patto con tutte le componenti sociali, un patto di collaborazione che si trovava al centro del regolamento dei beni pubblici che avevamo adottato nel 2019».
Del Nero ha poi concluso il suo intervento annunciando, parallelo a “Un mare di idee”, un progetto di cui è stata incaricata un’associazione attiva a livello nazionale, Labsus, che creerà un percorso per formare e informare i cittadini: «Vogliamo gettare un seme – ha concluso l’assessore – per avere non solo un’area pubblica ma un bene comune».