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Sciopero scuole, adesione record a Massa-Carrara

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MASSA-CARRARA – “Da molto tempo non si registrava un’adesione così alta da parte delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, che hanno dimostrato di avere ben compreso la posta in gioco, malgrado il tentativo di oscuramento della protesta da parte dei maggiori organi di informazione nazionali, anche oggi piutto avari di notizie”. E’ il commento della Flc Cgil Massa Carrara dopo lo sciopero delle scuole di ieri, 30 maggio.

I plessi di infanzia e primaria chiusi sono stati molti: a Carrara Giampaoli, Doganella e Giromini per la Taliercio, 4 su 9 dell’IC Avenza Gino Menconi, 3 su 5 per Carrara e Paesi a Monte; tra le medie, in Taliercio hanno aderito i docenti di 6 classi su 7, la Buonarroti è rimasta chiusa.
A Massa, chiusi Santa Lucia, Forno, La Salle, Turano, Cervara, Stazione e Comasca; chiusi 5 plessi su 7 di Massa 6, con 30 su 34 classi che non hanno fatto lezione; chiusa anche la media Malaspina, mentre alla Staffetti sono riuscite a fare lezione 3 classi su 20; due soltanto i docenti in servizio stamani alla media Ferrari di Massa. In Lunigiana chiuse le scuole di Albiano Magra e Filattiera, adesioni molto alte anche a Licciana Nardi.
Tra le scuole superiori, chiusi il Marconi, il Montessori sede scienze umane e il Pascoli.
Queste le prime rilevazioni pervenute direttamente dalle scuole: Buonarroti, docenti 59,89%, ata 52,77%; Massa 6, 56 docenti su 109, 10 ata su 25; IC Ferrari 50%; IIS Pacinotti Belmesseri 11% docenti e 11% ATA; IIS Montessori Repetti 79 scioperanti su circa 150 dipendenti; Liceo Fermi 24,29% del personale nel suo complesso; IIS Rossi Pascoli 7% dei docenti, 44,45% degli ata.
Ringraziamo del loro sacrificio tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno scioperato ed anche il drappello di Massa Carrara che ha scelto di unire allo sciopero anche la partecipazione alla manifestazione di Roma. Ci auguriamo che la loro voce sul rinnovo del contratto e sulla necessità di ritirare e ridiscutere coi sindacati il decreto 36 sia finalmente ascoltata dal Governo. Se così non sarà, siamo pronti a continuare la mobilitazione, perché la scuola è stanca di essere umiliata.

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