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Marina di Massa: torna libera Pan, la tartaruga Caretta Caretta salvata dalle reti foto

Centro Wwf di Ronchi, l'agenzia regionale per la protezione animali, l'Acquario di Livorno e la Capitaneria hanno salvato l'animale. I suoi simili si stanno facendo vedere sempre più sulle nostre spiegge

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MARINA DI MASSA – Una ‘corsa’ verso la libertà che ha il sapore di un tuffo verso la vita: Pan, la tartarughina cucciolo trovata impigliata nelle reti di pescatori a Pasquetta al largo di Poveromo, e prontamente soccorsa dal Centro recupero Wwf di Marina di Massa per poi essere ricoverata all’acquario di Livorno, non se l’è fatto ripetere due volte e non appena la biologa l’ha sollevata dalla cesta rimettendola sulla spiaggia, si è precipitata in mare tra due ali di folla silenziosissima. Dopo qualche “bracciata” lungo la spiaggia, seguita dalla piccola folla di bambini chiamati per assistere all’evento, probabilmente Pan dopo i primi attimi di smarrimento ha ritrovato la strada di casa: il mare aperto e si è dileguata nelle profondità delle acque antistanti l’arenile di Marina di Massa. Uno spettacolo emozionante a cui i bambini hanno assistito incantati.

La piccola o il piccolo Pan, perché per le tartarughe Caretta Caretta la maturità sessuale si raggiunge con l’età, intorno ai 10 anni e Pan dovrebbe avere sui 5 anni circa, ci spiegano i biologi Cecilia Mancusi ( Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, braccio tecnico di Arpat) e Giovanni Raimondi (Acquario di Livorno). Pan è una tartaruga Caretta Caretta, ancora  piccolo o piccola: 43 cm di lunghezza di carpace, il guscio della tartaruga, 41 cm di larghezza per 11 kg di peso.

«Pan è stata trovata da alcuni pescatori a Poveromo – ci racconta Raimondi-i quali l’hanno immediatamente portata al centro di primo soccorso WWF di Massa, da lì l’hanno portata da noi a Livorno perché siamo un centro di riabilitazione di lunga degenza, perché abbiamo le vasche adatte. Abbiamo subito controllato se avesse acqua nei polmoni, in quel caso avrebbe corso il percolo di contrarre polmonite, abbiamo poi eseguito tutti gli esami di rito: stava benissimo, l’abbiamo solo un po’ ripasciata e il veterinario poi ha dato l’ok per restituirla al mare».

«Le tartarughe Caretta Caretta stanno venendo a deporre le uova qua, in Toscana: lo facevano solo lungo le coste del nord del Mediterraneo, poi hanno iniziato a deporre nelle spiagge del sud e da qualche tempo stanno venendo in Toscana-spiega la biologa Mancusi-ci sono tante tartarughe, evidentemente l’azione di tutela che stiamo mettendo in atto sta dando i suoi frutti, del resto le spiagge del sud Italia sono molto antropizzate e loro quindi cercano altre spiagge, si stanno espandendo».

Giovanni Raimondi ci spiega che la Toscana ha  4 centri di soccorso per animali marini: TartAmare di Grosseto, Tartanet di Talamone e il centro Wwf qua a Massa, in più il centro recupero e riabilitazione presso l’Acquario di Livorno, l’unico a lunga degenza. Luca Giannelli è il presidente del Centro Wwf di Massa e racconta soddisfatto: «Ci chiamarono due pescatori e ci portarono subito Pan: noi la portammo subito a Livorno in virtù di un accordo tra noi, l’Arpat, la Capitaneria e Livorno. Siamo un tutt’uno». Ma sulle nostre spiagge non si sono trovate in difficoltà solo le Caretta Caretta, Giannelli ci racconta infatti quando nel 1997 rimase impigliata nelle reti una tartaruga Liuto da 300 chili: «Era talmente grossa che aveva portato a galla i blocchi di cemento delle reti».

«È stato un bellissimo momento – ha commentato il sindaco Francesco Persiani – sia per la città che per i bambini. Uno spettacolo davvero emozionante. E’ importante sostenere queste iniziative che sensibilizzano ed educano al rispetto dell’ambiente e del pianeta»

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