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Ddl concorrenza, raggiunto un accordo sulle concessioni balneari

Si è deciso di rimandare ai decreti attuativi del governo la definizione di criteri per quantificare gli indennizzi. Mallegni (Fi): "Battaglia vinta"

MASSA-CARRARA – E’ stato trovato l’accordo sulle concessioni balneari, e in particolare sugli indennizzi da corrispondere ai concessionari che dopo la gara dovessero perdere la propria concessione. A quantificarli ci penserà il governo attraverso decreti da presentare entro sei mesi.

Confermata la data del 31 dicembre 2023 entro cui mettere a bando le spiagge, ma anche la finestra temporale di un anno fino al 31 dicembre 2024 in caso di contenziosi. Come riferisce Il Sole 24 Ore, è stata poi confermata la possibilità per i Comuni di ottenere deroghe tecniche di un anno per la chiusura delle gare rispetto al termine del 2023. La proroga sarà limitata solo al caso in cui i Comuni riscontrino difficoltà “comprovate”.

Soddisfatto il senatore Massimo Mallegni, capo del Turismo di Forza Italia, che parla di “battaglia vinta”. “Dopo mesi di dibattito in Commissione con altissime tensioni tra i Partiti e con il Governo siamo giunti ad un’intesa che francamente recepisce la posizione di Forza Italia. Abbiamo condotto una battaglia di civiltà per garantire la concorrenza, giusti prezzi e anche la salvaguardia degli investimenti fatti e quindi centinaia di migliaia di posti di lavoro che erano a rischio. Forza Italia ha sempre tenuto una posizione responsabile chiedendo un periodo transitorio adeguato prima delle eventuali procedure selettive e poi il riconoscimento degli indennizzi per i concessionari, cancellando di fatto quindi finalmente l’art. 49 del Codice della Navigazione. Farlo “digerire” a quelle forse politiche che da sempre odiano le imprese, in particolare i balneari, non è stato semplice, abbiamo dovuto alzare lo scontro e chiarire che non avremmo mai votato provvedimenti contro le imprese e il futuro del turismo. Ebbene, dopo notti insonni e decine di testi, scritti e riscritti, abbiamo vinto la prima battaglia”.

“Sia chiaro – prosegue Mallegni – la Guerra ancora non è finita, abbiamo da scrivere i Decreti delegati che dovranno “uscire dalla penna” dei ministri Giovannini, Mims, e Garavaglia, Turismo. Poi torneranno in Parlamento per il parere obbligatorio”.

Mallegni ricorda che “avendo ottenuto uno spostamento di fatto al 1° gennaio 2025, avremo anche tutto il tempo di vincere le elezioni politiche del 2023 e allora riusciremo a migliorare ancora di più le cose. In questi giorni – aggiunge il senatore – si è anche celebrata l’udienza in Cassazione per il cd conflitto di attribuzione presentato da FdI contro la Bolkestein, cosa che noi avevamo sconsigliato; infatti, si è conclusa con un giudizio di inammissibilità. Una figuraccia inutile che ha rischiato di travolgere anche noi che stavamo lavorando nell’interesse dei Concessionari. Purtroppo, troppo spesso chi sta all’opposizione agisce senza pensare alle conseguenze che ci potrebbero essere contro le famiglie e le imprese. La fortuna è stata che noi non abbiamo mai mollato e alla fine questa battaglia l’abbiamo vinta”.