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«Articolo 21, in quella cava progetti mirabolanti ma arrivano le diffide»

L'ambientalista Florida Nicolai: «Parliamo del museo del David che si vorrebbe realizzare in Cima Gioia»

CARRARA – L’articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi continua a tenere banco nella dialettica del dibattito, accesosi soprattutto, quest’ultimo mese, dopo il disvelamento dei primi progetti che le imprese stanno presentando e hanno presentato, come previsto dall’articolo 21, al fine di ottenere la proroga della concessione ad estrarre. Progetti avveniristici e troppo lontani dalle esigenze reali e dalle priorità del territorio, accusano gli ambientalisti. Non è la prima volta che la professoressa Florida Nicolai, membro del Grig e di Apuane Libere, interviene sull’argomento. In una nota stampa scrive, non nascondendo un amaro quanto ironico disappunto: «Leggiamo ancora sui quotidiani di mirabolanti progetti che derivano dall’articolo 21, il famigerato articolo del regolamento agri che consente ai cavatori di prolungare le concessioni dietro presentazione e realizzazione di progetti di interesse pubblico. Oggi parliamo del museo del David che la Coop Gioia vorrebbe realizzare in Cima Gioia. Si tratterebbe di un museo removibile e per questo, a detta dei promotori, ecosostenibile. È difficile parlare di ciò che non si conosce, ma anche sbandierare un museo in cava come ecosostenibile perché removibile ci riporta ai cartoons di Napo Orso Capo, dove, dietro una pietra removibile, si nascondeva la casa di simpatici orsetti».

Secondo la docente universitaria, quanto impostato con l’articolo 21, darebbe vita a uno strumento che consentirebbe strategie di marketing per presentare paraventi e schermare qualcosa in realtà impattante per l’ambiente. Prosegue dunque la nota: «Qua, però, non siamo in un cartone animato, anche se il tentativo di greenwashing è chiaro: ridurre l’impatto paesaggistico e ambientale delle cave a set cinematografico. La Coop Gioia, prima di ogni altra cosa, dovrebbe adempiere alle prescrizioni di salvaguardia ambientale e paesaggistica di cui al decreto 28 febbraio 2022, n. 3363, con il quale la Direzione Ambiente ed Energia diffida (sulla base delle argomentazioni e delle motivazioni svolte e in applicazione del Dlgs 152 2006) la Coop Gioia – entro 30 giorni – ad adempiere alle prescrizioni riguardanti la gestione delle acque di lavorazione e di laminazione, vista la connessione certa con le sorgenti del Cartaro; a dare atto che la mancata osservanza delle disposizioni di cui alla diffida comportano gli ulteriori provvedimenti di cui al comma 2, dell’art. 29, Dlgs 152 2006».

In ultimo l’ambientalista rivolge al comune un invito: «Si chiede al Comune di Carrara, prima di avventurarsi in fantasmagorici progetti di teatri in cava, di verificare, di concerto con Arpat, il rispetto delle prescrizioni e l’adempimento nei termini imperativi della diffida».