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Manutenzione Canalmagro, critiche al Consorzio: «Modalità degne di Attila»

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MASSA – «Dispiace dover tornare a criticare il modus operandi del Consorzio dopo l’incresciosa vicenda del progetto dell’idrovora sul fosso Poveromo, vicenda che si potrà considerare conclusa positivamente solo quando saranno adottati corretti criteri di modellazione idraulica, corrette normative paesaggistiche ed accolte le ragioni del buon senso e del territorio». Inizia così la lettera che l’ingegner Carlo Milani e l’ingegner Roberto Vercelli indirizzano al presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord e all’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni.

«È doveroso però rinnovare la critica, in quanto l’intervento di manutenzione svolto nell’alveo del Canalmagro, al di sopra della statale aurelia, anche quest’anno è stato condotto malamente, contro ogni logica naturalistica ed idraulica. Infatti l’alveo e le sponde, invero larghissime, sono state rasate a zero eliminando ogni forma di vegetazione con modalità degne di Attila. – sostiene Milani – Un corso d’acqua decisamente piacevole è stato trasformato in un biliardo con la piccola differenza che i biliardi sono in perfetto piano mentre qui la pendenza è elevata e quindi è stata potenziata la forza erosiva dell’acqua. Proprio per ridurre la forza erosiva gli antichi ed i moderni hanno realizzato sul Canalmagro delle briglie che funzionano ottimamente contro la velocità dell’acqua e in più trattengono il materiale solido che rialza il fondo dell’alveo. Molto meglio sarebbe stato diradare anziché radere a zero, ed intervenire svuotando le briglie stesse restituendo così loro la piena funzionalità. Nell’alveo e nelle sponde non era presente prima dell’intervento né vegetazione arborea né arbustiva, ma solo erbacea con piante di crescione e fiori, quindi non c’era alcuna necessità di intervenire così pesantemente, in disprezzo delle indicazioni della Regione Toscana (Delibera 1315 del 28/10 /2019, che  raccomanda il taglio controllato della vegetazione e la conservazione della biodiversità) oltre ad essere in contrasto con una corretta logica di sicurezza idraulica troppo spesso evocata a sproposito».

«Non vorremmo, visto anche quanto si sarebbe voluto fare sul Poveromo, che nel Consorzio prevalgano logiche aziendalistiche quali spendere al più presto il più possibile, senza la necessaria ponderazione tecnica. Purtroppo anche quest’anno, esattamente con le stesse modalità dello scorso anno, si è ripetuta la cosiddetta “Manutenzione gentile” tanto spesso sbandierata dal Consorzio, ma non sempre applicata».

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