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Cava Fornace, la sentenza del Tar: la discarica non vada oltre quota 43

Il gestore: «Tuteleremo gli interessi di società e dipendenti». Il sindaco Lorenzetti: «Una vittoria per i cittadini». Italia Nostra: si passi dalle parole ai fatti

MONTIGNOSO – Per il Tar della Toscana la discarica di ex Cava Fornace tra Montignoso (Massa-Carrara) e Pietrasanta (Lucca) non può andare oltre quota 43 metri. A questo proposito il gestore della discarica, Programma Ambiente Apuane, è intervenuto attraverso il consiglio di amministrazione sottolineando che «prende atto della recente sentenza del Tar di Firenze che respinge il ricorso promosso dalla stessa azienda contro il decreto della Regione Toscana che bloccava il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per andare oltre quota +43. Il cda – riporta la nota – si riserva di valutare gli effetti di tale giudizio e sta valutando con i propri legali quali percorsi intraprendere e come procedere per tutelare gli interessi della società e dei suoi dipendenti».

«Una vittoria per i cittadini e per il territorio, un risultato storico e importante per l’amministrazione». È il commento del sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti. «Il Tar – ha scritto in un post social – ha ufficialmente respinto il ricorso presentato da Programma Ambiente Apuane, gestore della#discarica di Cava Fornace, sullo stop imposto tramite decreto della Regione Toscana per il conferimento dei rifiuti a quota 43 metri, senza concedere quindi la possibilità di proseguire fino al massimo consentito che è di 98 metri».

«Come abbiamo sempre fatto – ha proseguito il primo cittadino – senza proclami ma con un serio lavoro, ci siamo adoperati al fianco dell’assessorato all’Ambiente della Regione Toscana guidato da Monia Monni, che ringrazio per la responsabilità, l’impegno e la serietà, permettendo così di raggiungere questo importante traguardo. Un impegno che continuerà con la revisione sia dell’Aia, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, che della Via, la Valutazione di Impatto Ambientale, all’interno di un percorso che nella trasparenza e nella responsabilità porteremo avanti col fine di chiudere la discarica. Una sentenza che rappresenta la vittoria delle istituzioni e che dimostra come abbiamo agito in modo corretto tutelando sempre l’interesse pubblico. Una risposta concreta a chi in questi anni ha messo costantemente in discussione l’operato dell’amministrazione tramite campagne di screditamento e odio»

La replica di Italia Nostra: si passi dalle parole ai fatti

Riportiamo di seguito la replica della sezione di Massa e Montignoso di Italia Nostra.

Circa 20 anni di attività senza che il Comune di Montignoso abbia mai detto nulla sulla discarica, come quello di Pietrasanta, non vogliamo escludere nessuno. Siamo passati dalla discarica d’inerti, alla discarica di materiali speciali con in deroga i pericolosi nel 2007/8 , siamo passati a un rinnovo Aia nel 2012 con integrazione di nuovi codici, all’interdittiva antimafia del 2014/15, poi verso una modifica sostanziale nel 2016 con alleggerimento dei controlli sui pozzi, il blocco del conferimento dell’amianto dal 2018/20 per aver sforato le prescrizione per 6 anni di fila, sotto il naso del Comune di Montignoso, l’inquinamento dei pozzi di controllo e le indagini isotopiche mai concluse, la mancanza del Vinca “la valutazione di incidenza ambientale” sulla zona adiacente natura 2000 e tante altre piccole e grandi cose.

E in tutto questo il Comune di Montignoso, con sindaco Buffoni prima, successivamente assessore all’ambiente provinciale al tempo della famigerata, nefasta, riclassificazione della discarica, il sindaco Lorenzetti poi, non hanno mai prodotto un atto (e sfidiamo Lorenzetti a pubblicarli) che sia stato fatto per chiudere la discarica e non stiamo parlando delle famose letterine di intenti votate in Consiglio comunale (che valgono come il due di briscola). Le sue parole, espresse davanti alla Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti dove sosteneva “la necessità della discarica e la sua funzione sociale“, risuonano ancora forti, stoico nelle sue scelte e sempre schierato in difesa della discarica.

È doveroso ricordare anche il suo diniego opposto alla partecipazione di Italia Nostra come soggetto attivo all’incidente probatorio. Certamente siamo contenti del suo cambio di umore, ma se siamo arrivati a questa svolta è grazie alla continua attenzione, alle diffide, richieste, esposti fatti dai cittadini e dal Comitato e da Italia Nostra. Comunque giocare con le parole facendo questi spot elettorali da bassa lega su Facebook e nei media (le elezioni sono finite, caro sindaco) non solo non giova al territorio ma potrebbe essere controproducente dato che sia riesame Aia o Puar, sono entrambi finalizzati al rinnovo delle autorizzazioni e non alla chiusura della discarica. Quindi ci chiediamo adesso quale linea vorranno tenere i Comuni di Montignoso e Pietrasanta, se garantiranno la trasparenza del procedimento chiedendo da subito alla Regione l’inchiesta pubblica da svolgersi dentro il Paur e quali atti e documenti ostativi penserà di presentare in sede di Paur il sindaco Lorenzetti, per portare realmente alla chiusura la discarica di cava Fornace.