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Carrara, i candidati a sindaco a confronto tra Monoblocco, primo soccorso e carenza sanitari foto

Tribuna elettorale per la prima volta al completo con tutti gli aspiranti primi cittadini che danno spunti e idee

CARRARA – Uno degli asset pubblici più provati e fragili del nostro paese e della nostra comunità è stato il fulcro del secondo incontro dei candidati sindaci, con formula di tribuna elettorale, in vista delle elezioni del prossimo 12 giugno. La sanità a Carrara infatti è segnata da tante questioni aperte, alcune delle quali sono state affrontate nel corso della serata. Il destino del Monoblocco e di Monterosso, il servizio sanitario territoriale integrato tra cui il Primo Soccorso, la Casa della Salute, la Risonanza Magnetica e le liste d’attesa infinite, la carenza di personale medico e infermieristico, la delibera del Consiglio comunale del 24 ottobre 2016 votata all’unanimità con i suoi 13 punti e molte altre.

Passaggio fondamentale per capire su quale direzione il futuro sindaco si orienterà e con cui abbiamo appreso, con l’intervento del candidato Cosimo Ferri (PSI, Lista Ferri,Prima Carrara, Italia Viva), che uno dei punti del Pal nonché uno dei punti della delibera consiliare del 2016, l’ospedale di comunità verrà realizzato a Massa non più a
Carrara, dove invece è stato deciso di realizzare una centrale operativa territoriale. Andando per ordine, la prima domanda ha riguardato il destino del Monoblocco: sappiamo essere stata abbandonata l’ipotesi di demolizione
e sostituzione con una palazzina di dimensioni inferiori seppur più moderna. Il nuovo progetto comprende attualmente l’abbattimento di due piani, la messa in sicurezza dell’edificio ai fini della normativa antisismica e la costruzione di una nuova palazzina. I candidati sul tema si sono spaccati tra chi abbraccia il progetto e chi no e chi è
rimasto cauto.

Non è d’accordo con il progetto Vittorio Briganti (La Comune): “Non credo si possa criticare l’amministrazione comunale-ha premesso sull’idea iniziale di abbattimento totale- perché i reali danni fatti alla sanità vengono da Stato e Regione. Altre realtà sanitarie sono in situazione grave, penso al sistema Lombardia che ha esternalizzato i
servizi. La Comune è d’accordo perché si recuperi il Monoblocco e le palazzine di Monterosso. E’ indispensabile intervenire per monitorare le strutture”.

Anche per Andrea Vannucci (FI-Rinascita, FdI, Carrara Democratica, Insieme per Carrara, Cambiamo con Toti) l’intervento di messa insicurezza dovrebbe riguardare tutto l’edificio senza demolizione di piani: “Il Monoblocco-risponde rivendicando il ruolo della politica nella decisione di non abbattere il Monoblocco- è stato salvato con un
impegno forte dei cittadini ma anche grazie alle forze politiche che si sono allineate. Il Monoblocco è il perno della sanità della provincia. È importante adeguarlo per intero: più piccole sono le strutture e meno servizi possono starci dentro ed è compito di un’amministrazione spingere in quella direzione. Ed è importante decidere dove allocare i servizi durante i cantieri per mantenerli in città”.

“Se verrò eletto sindaco- ha preso posizione anche Elvino Vatteroni (Vatteroni per Carrara, Italexit con Paragone)- senza ombra di dubbio, spingerei per il recupero e la riutilizzazione del vecchio monoblocco e soprattutto anche per il ripristino del Pronto Soccorso sia a Carrara e sia di un presidio d’urgenza a tutela degli abitanti dei paesi a monte”.

Stessa posizione è espressa dal candidato Ferdinando Locani (Movimento Italia sì per Carrara). Tra i sostenitori dell’idea e del progetto di messa in sicurezza con la demolizione di due piani e la costruzione di una palazzina nuova,
c’è Serena Arrighi (PD, Europa Verde,Partito repubblicano, Sinistra Civile Ecologista, Serena Arrighi Sindaca, Volt Europa, Azione):”Voglio ringraziare tutto il personale sanitario – ha premesso la candidata – per come ha affrontato i gravosi compiti di questi ultimi anni. Il Monoblocco è un’importante realtà polispecialistica da preservare e la messa in sicurezza è necessaria: io vigilerò perché ciò avvenga collaborando con la regione. Abbiamo bisogno di spazi
adeguati”.

Posizione simile per Rigoletta Vincenti (Vincenti per Carrara, M5s, Uniti a Sinistra con Vincenti, Articolo Uno, Rifondazione Comunista,Sinistra Italiana, Carrara Progressista) che propone la scuola di infermieri, un campus universitario e corsi di formazione con il Sant’Anna nelle palazzine di Monterosso: “La sanità è cambiata negli anni perché è cambiata la società: si invecchia e le malattie diventano croniche. Con la pandemia il Monoblocco è stato investito di attività ambulatoriali che devono essere mantenute e potenziate. Anche il Civico va potenziato: il piano di sopra sulla diagnostica al seno verrà trasferito al Monoblocco e io metterei un centro per disturbi alimentari”.

Anche Cosimo Ferri, lo ricorda e rivendica, fu uno dei firmatari che assieme ad altri 7 mila nel 2019, fermò la demolizione del Monoblocco: “Adesso la strada oramai è tracciata: demoliamo questi due piani, mettiamo in sicurezza il Monoblocco e realizziamo questa palazzina per dare poi concretezza alla Casa dell Salute. Va rilanciato un patto sulla sanità con i cittadini – ha sottolineato – Carrara ha perso in questi anni una grande occasione perché aveva la presidenza della Conferenza zonale (zona che comprende Carrara, Massa e Montignoso)”.

Un atteggiamento mediano e più cauto quello del candidato Simone Caffaz (Lega, NPSI Liberali Socialisti, Simone Caffaz Sindaco, Capitale Carrara, Il centrodestra siamo noi,Carrara futura): “Quando intervistai Achille Sicari – ha risposto Caffaz – mi disse che il Monoblocco era il passato, il presente e il futuro della sanità a Carrara. Sono d’accordo con il professor Achille Sicari. Nel Monoblocco sono stati investiti tanti soldi per costruirlo, adeguarlo
e ristrutturarlo e non possiamo fare finta che tutto questo non ci sia stato. Io non vorrei – ha sottolineato il candidato – che qualora quella struttura fosse stata abbattuta come proposto, tanti servizi sarebbero stati trasferiti altrove. Al momento attuale sembra scongiurata l’ipotesi demolizione. Rispetto ai due piani – ha aggiunto – dovranno essere valutati tecnicamente e approfonditamente: io non sono tecnico, però credo che il sindaco debba fare tutto quello che è nelle sue possibilità di sindaco, che comunque non ha potere esclusivo in materia, per evitare questo abbattimento. E’ da considerare però che ormai buona parte della procedura è stata portata avanti dalla Asl e bisogna vedere quanto poi la nuova amministrazione avrà capacità di intervento”.

Sul tema del Primo Soccorso costituito da un soccorso a Carrara in grado di affrontare le urgenze minori, qualcuno si è detto a favore e altri si sono detti scettici. Rigoletta Vincenti ha caldeggiato una struttura di questo tipo presso
la Casa della Salute, così come previsto dal Pal.”Il Primo Soccorso è in grado di valutare se il paziente è trattabile o se debba essere trasferito al Pronto Soccorso collegato e supportato da diagnostica e ambulatori e secondo me l’allocazione giusta è presso la Casa della Salute di tipo complesso che dovrebbe essere sia a Carrara, ad Avenza
e a Marina, con apertura h24″ ha affermato la candidata. “Rigoletta Vincenti ha colto il problema è la Casa della Salute che ci permette di realizzare un punto di Primo Soccorso – si è trovato sulla stessa lunghezza d’onda Vannucci – in termini di attuazione del Pal (che prevedeva la Casa della Salute) c’è stato un deficit totale e di tutto ciò che si era stabilito di fare non si è fatto, se non il Noa. E la Conferenza zonale avrebbe più voce in capitolo se per una volta
Montignoso, Massa e Carrara facessero squadra senza litigare: la Conferenza non ha tanti poteri e se poi ci si divide si perdono occasioni”.

Per Locani il problema è stata la riforma voluta da Enrico Rossi, il precedente governatore della Toscana:”A Carrara ci vuole un Primo Soccorso” ha sostenuto. Ferri ha ricordato i fondi del Pnrr: “Qua è mancata una strategia non solo peso politico – ha ribadito – io sono favorevole a un Primo Soccorso a Carrara, non credo possa essere in contrasto con il Pronto Soccorso del Noa e del resto è previsto nella Casa della Salute. Abbiamo Risonanza Magnetica ferma a Massa, ematologia non abbiamo personale medico e dobbiamo condividerlo con Lucca, endocrinologia non ha più la
primaria e non è ancora stata sostituita: bisogna saper intercettare i fondi del Pnrr. Abbiamo perso tante occasioni per colpa della vecchia amministrazione”.

Caffaz ha letto il punto del suo programma: “Il Primo Soccorso dovrà essere realizzato al Monoblocco – ha detto – in questo modo si sgraverà l’affollamento al Pronto Soccorso del Noa”. “Occorre delineare bene il perimetro clinico – ha spiegato il suo punto di vista la candidata Arrighi che ha spiegato la sua idea di politica sanitaria improntata su una sinergia con Massa e Montignoso – è d’obbligo andare in Regione uniti per avanzare le richieste del territorio”. Non è d’accordo con il Primo Soccorso Briganti, il quale teme che portando il paziente a un Primo Soccorso e poi si capisca che è necessario l’intervento presso un Pronto Soccorso, si perda tempo utile: “Meglio il medico a bordo dell’ambulanza (oggi non c’è più) che presti le prime cure e decida se è il caso di portarlo in Pronto Soccorso”.

Sul contenuto della delibera consiliare del 2016 votata all’unanimità che riprende i punti non attuati del Pal, sono stati tutti d’accordo, all’unanimità, come debbano essere utilizzati al più presto usando i fondi del Pnrr. Sul tema della riduzione del servizio di guardia medica e dei medici in servizio, hanno tutti confermato come la questione si snodi sul
piano nazionale e sia causato oltreché dal numero chiuso presso gli atenei e le facoltà di medicina, condannato dalle candidate e dai candidati, dai tagli alla sanità. In particolare Cosimo Ferri ha rivendicato come anche il sindaco
comunque abbia dei poteri sul piano dei servizi sociali come ad esempio dei disabili e ha proposto:”Utilizziamo i profitti della farmacie comunali per trovare fondi e sostenere le persone più fragili”. Sua è anche una proposta singolare: “Il mio primo Consiglio comunale lo terrei dentro il Monoblocco per dare alla città un segnale: bisogna valorizzare il polo polispecialistico, ma non basta citarlo se poi non ci sono i macchinari e i medici. Dobbiamo riempirlo di contenuti”.