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Restrizioni covid: a Massa-Carrara aumentato l’uso di droghe e il gioco d’azzardo

L’indagine tra gli iscritti all'Ordine sugli effetti del periodo pandemico: il 25% dei professionisti apuani ha registrato una crescita di separazioni e divorzi

MASSA-CARRARA – Le restrizioni decise dal governo per fronteggiare la pandemia hanno generato un aumento delle richieste da parte dei pazienti per il 61% degli psicologi di Massa-Carrara, rispetto all’era pre-Covid. Nella provincia si registra inoltre un incremento dei casi di separazione e divorzio, segnalato dal 25% dei professionisti locali. Lo riporta un report stilato dall’Ordine regionale degli psicologi, prendendo in esame il periodo compreso tra il marzo 2020 e il febbraio 2022.

A soffrire maggiormente di una diffusa condizione di malessere è stata in particolare la fascia degli adolescenti, mentre i disturbi più ricorrenti si chiamano ansia e depressione, seguiti a ruota da problematiche relazionali. “Un quadro composito – commenta la presidente Maria Antonietta Gulino – che ci restituisce una fotografia dettagliata dello stato di salute psicologica dei toscani durante questi due anni di Covid. L’isolamento forzato e le restrizioni in certi casi hanno accentuato problematiche, contrasti e incognite preesistenti, mentre in altri hanno innescato nuovi timori e forme di disagio”.

L’indagine è frutto di un questionario svolto da 1099 psicologhe e psicologi iscritti all’Ordine della Toscana che svolgono attività clinica in tutte le province del territorio. I numeri risultano allarmanti non soltanto per l’aumento esponenziale di richieste, ma anche per la loro eterogeneità in termini di età e declinazioni differenti del malessere accusato. A Massa-Carrara in particolare, sono stati intervistati 44 iscritti, campione rappresentativo per questa provincia, in linea con il numero di iscritti all’Albo A regionale.

Nella provincia, secondo i dati raccolti dal questionario, la pandemia ha inciso negativamente sulla vita di coppia: il 25% degli psicologi ha infatti registrato un incremento dei casi di separazione e divorzio tra i propri pazienti. Un altro dato che preoccupa è il notevole aumento dei comportamenti a rischio, come il ricorso a droghe e gioco d’azzardo o quello eccessivo all’alcool e al fumo: lo segnala il 61% dei professionisti campionati. Una tendenza che si rivela particolarmente in crescita in tutta la costa toscana.

Stando invece al dato regionale, la fascia che in Toscana ha subito maggiormente l’influsso negativo della pandemia è quella degli adolescenti, che fa segnare una crescita regionale delle richieste addirittura per l’81% dei professionisti campionati. Sintomi ansiosi, problemi relazionali, sintomi depressivi, autolesionismo e disturbi del comportamento alimentare sono le questioni rimaste sul tavolo, tutt’altro che agili da districare.

In Toscana, la pandemia ha inoltre impattato negativamente sulle problematiche psicologiche esistenti, acuendole ed estendendole. Fra le diverse problematiche riscontrate, il 56,3% degli psicologi ha indicato la sintomatologia ansiosa, il 17,4% la sintomatologia depressiva e il 14% problemi relazionali. A seguire, circa il 5% riporta di fobie sociali e/o scolari e circa il 3% rileva situazioni di disturbo del comportamento alimentare.

Nella scala delle principali preoccupazioni riportate campeggiano la paura del futuro, indicata dal 40% degli psicologi, il timore dell’abbandono e della solitudine rilevata dal 26,9%, paure delle malattie e della morte dal 15,2%, paura per le relazioni extra-familiari dall’8,8%, paura per i propri familiari dal 6,6% e paura di perdere il lavoro dal 2,1%.