Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Lettera aperta ai candidati: «Ha senso, in un territorio fragile e complesso, continuare a pensare di ampliare il porto?»

Il comitato Marina Si-cura scrive ai candidati e candidate sindaco ponendo una serie di quesiti, non solo di natura ambientale, in merito all'ampliamento del porto. Le  risposte verranno rese pubbliche se spedite al comitato entro il 23 maggio

CARRARA –  I candidati sindaci sono chiamati a pronunciarsi, ancora una volta come cinque anni fa, sul progetto di ampliamento del porto con una lunga e dettagliata lettera aperta arrivata dal comitato Marina Si-cura. L’ampliamento del porto era già stato dunque uno degli argomenti centrali nella campagna elettorale del 2017 e cinque anni dopo, in questa tornata elettorale, continua a rimanere questione aperta. Un tema divisivo che vede coinvolti nel dibattito molti soggetti anche non appartenenti al territorio carrarese, intervenuti in quanto chiamati in causa indirettamente. Diversi anche gli aspetti e i profili che si innestano sul tema ampliamento-porto: dalla sicurezza idrogeologica alla foce del Carrione, all’occupazione, all’erosione della costa, al rumore provocato dall’attività portuale all’origine di tante denunce dei cittadini residenti. Su questo tema, proprio in questi giorni, l’Arpat fa sapere essere in corso uno studio effettuato con finanziamenti europei, presso le città affacciate sul Tirreno settentrionale, volto a raccogliere dati che rappresenteranno « l’inizio della costruzione di una banca di dati integrata sul rumore portuale, che potrebbe diventare uno strumento di pianificazione e controllo non solo per le attività dell’area transfrontaliera, ma anche come modello scalabile per le altre aree dell’Unione Europea». Nel frattempo il comitato Marina Si-cura chiede l’attenzione dei candidati sindaci per ottenere da loro una presa di posizione circa l’ampliamento del porto.

«Gentili signore/i — si legge nella missiva — nel ringraziarvi per esservi messi al servizio della comunità con la vostra candidatura, vogliamo rappresentarvi una delle maggiori criticità che, chi vincerà tra voi, dovrà necessariamente affrontare. Criticità che può essere affrontata solamente se si hanno ben chiare le imprescindibili dinamiche idro-geologiche e ambientali di un territorio molto fragile e già molto compromesso da reiterati errori di (mancata e corretta) pianificazione. Stiamo parlando dell’ampliamento del porto».

La lettera compie un excursus sui fatti storici relativi al nostro litorale e introduce la questione del piazzale Città di Massa, la piattaforma di cemento posta a fianco della foce del Carrione: «Superfluo sottolineare il fatto che la costruzione ha prodotto, tra il 1938 e il 1998 — scrive il professor Riccardo Canesi, “voce” del comitato — un arretramento medio della linea di riva immediatamente a levante del porto di 108 metri mentre, prima della costruzione, la spiaggia aumentava di 4 metri all’anno ed è stato anche sulla base di queste motivazioni che l’allora ministro dell’Ambiente Matteoli decideva nel 2002 di bocciare la variante al Prg portuale. Purtroppo molti, oltre a sottovalutare gli impatti sulla linea di costa a levante di un porto ampliato (da Marina di Massa fino alla Versilia), ignorano il fatto che accanto al piazzale Città di Massa c’è la foce, sempre più ristretta e ostruita, del torrente Carrione che ha già dimostrato più volte, e con una cadenza sempre più frequente di non essere per nulla placido ma di poter fare molto male alla città. E purtroppo, lo dicono i climatologi e meteorologi (vedasi i dati degli ultimi vent’anni), in un’epoca di cambiamenti climatici e di eventi meteo sempre più improvvisi ed intensi, le criticità potrebbero aumentare considerato che, oltretutto la nostra zona, è tra le più piovose e a rischio d’Italia, oltre ad essere tra le più cementificate e impermeabilizzate. Non serve essere laureati in idro-geologia per capire che, restringendo ulteriormente la foce, ci facciamo masochisticamente del male».

Il comitato cita poi l’alluvione del 2014 quando l’impeto del torrente trascinò via una parte di argine tracimando e allagando Marina est: «Non tralasciamo poi il fatto che, al di là degli argini “di burro” miserevolmente crollati ad Avenza l’infausto 5 novembre 2014, Marina di Carrara è andata sotto di 80 cm anche a causa della diga in cemento (emersa e sommersa) costituita dal piazzale Città di Massa, che dal Buscaiol arriva fino alla foce. Si tenga presente che il banchinamento interno del piazzale è stato realizzato con palancole che si spingono fino a 21 metri di profondità. Queste hanno, di fatto, prodotto una diga sotterranea che impedisce il deflusso del subalveo in mare con conseguente rigurgito ed innalzamento del livello piezometrico della falda freatica. Non è un caso che una ruspa, nel giorno dell’alluvione, abbia dovuto spaccare un muro, dietro la statua del Buscaiol, per far defluire l’acqua. La costruzione del piazzale Città di Massa ha sconvolto gli equilibri, contrastando la naturale evoluzione del tratto terminale del Carrione».

Il professore fa osservare infine, tirando le somme: «Le conseguenze del piazzale sono evidenti solo se le si volessero studiare: una riduzione alla foce dell’area di espansione delle piene, la diminuzione della velocità di deflusso verso il mare, la formazione di una barra di foce, un aumento del deposito alluvionale nel letto del torrente, un sollevamento progressivo ed inarrestabile del fondo lungo tutta l’asta di valle ed altro. Vi esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione per il nuovo progetto di ampliamento del Porto che peraltro non è solo nostra».

Il comitato quindi, prima di porgere i saluti e domandare ai candidati e alle candidate alla carica di sindaco il loro punto di vista, mette a fuoco alcune considerazioni e pone altre questioni diverse, oltre a quelle ambientali, e sempre legate al porto: «A prescindere dagli ineludibili aspetti ambientali, la considerazione dei quali ci auguriamo guiderà prioritariamente la prossima amministrazione, le domanda che vi poniamo sono queste: ha senso, alla luce delle vocazioni economiche (vedasi soprattutto turismo) del territorio apuano, dei suoi ineludibili limiti e delle sue caratteristiche geografico-ambientali, ampliare un porto (per giunta su costa bassa e sabbiosa), privo oltretutto dei necessari sbocchi retroportuali fondamentali per qualsiasi porto moderno, a meno che non si voglia demolire una parte di Marina di Carrara? Non si potrebbe far meglio, spendendo meno e arrecando meno danni, nel destinare il molo di ponente alla nautica da diporto e ad un attracco crocieristico, e l’attuale molo di levante, nell’attuale configurazione, al traffico commerciale? Per garantire la sicurezza idro-geologica a Marina non sarebbe il caso di ampliare la foce del Carrione e di demolire la parte del piazzale Città di Massa vicino ad essa? Per migliorare l’entrata di Marina est e riqualificare il fonte mare sul viale da Verrazzano (tra Carrione e Lavello) siete d’accordo nel realizzare un’esplanade come da progetti dell’arch. Ezio Bienaimè e di Legambiente? Ovviamente abbattendo i due vergognosi e macroscopici abusi edilizi nei pressi della foce? Avete mai provato a fare un calcolo sul rapporto occupati al porto commerciale e spazio utilizzato? E confrontarlo con altri usi (vedi nautico-turistico) possibili dell’infrastruttura portuale? Oppure a quantificare le “diseconomie” prodotte dall’inquinamento (di tutti i tipi) di centinaia di camion quotidiani sul lungomare? Se lo faceste, contrariamente alle “magnifiche sorti e progressive” osannate da qualcuno che difende esclusivamente interessi particolaristici, vi rendereste conto che il porto occupa in maniera totalizzante sempre più spazi pubblici a fronte di livelli di occupazione sempre più bassi. Ha senso, quindi, in un territorio così piccolo, fragile e complesso, continuare a pensare di fare tutto e il contrario di tutto, in nome di un presunto “progresso” che peraltro porta vantaggi economici a pochi? E non valorizzare al contrario, con il miglioramento della nostra offerta turistica, la bellezza, l’unicità e la straordinarietà dei nostri luoghi? Errare è umano, perseverare è diabolico!».

«L’acqua, contrariamente a molti uomini, ha memoria e quando se ne presenta l’opportunità si riprende quanto gli è stato tolto — si chiude la lettera— tutti coloro che, a vario titolo nell’esercizio delle loro funzioni pubbliche, contribuiranno ulteriormente allo sfacelo idrogeologico del territorio, al degrado ambientale e all’insicurezza dei cittadini, verranno dapprima diffidati e poi denunciati. La tutela dell’ambiente e del territorio e la sicurezza dei cittadini, già pesantemente colpiti, non sono un optional! Scusate i toni, ma il ricordo della tragedia del 5 novembre 2014 in noi è ancora molto vivo e lacerante. Attendiamo una Vostra risposta ai nostri quesiti alla seguente e mail marinasicura@gmail.com. Vi preghiamo di risponderci entro il 23 maggio. Prima delle elezioni le vostre risposte saranno rese pubbliche sulla stampa locale e su FB per informare doverosamente gli elettori».