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Le ragazze di Mir: Dante, il marmo e Carrara sono un ponte di pace tra Italia e Russia

Olga, Diana e Oxana fanno parte dell'associazione culturale russa Mir insieme ad altre e Marta Tongiani, studiosa ed esperta di cultura russa, attraverso il circolo culturale Vostok

CARRARA – “Purtroppo sono più numerosi gli uomini che costruiscono muri di quelli che costruiscono ponti” recita un vecchio proverbio e mai come in questo periodo storico sembrano suonare più vere queste parole. E’ di questi giorni la notizia, dopo la censura del celebre romanziere russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij, all’Università Bicocca di Milano, dell’esclusione dell’italianista russo Evgenij Solonovich (riconosciuto come il maggior traduttore della poesia italiana in russo) dalla giuria del premio Strega per volontà della Farnesina.

Eppure era solo un anno fa che Olga Kameneva, Diana Hasanova e Oxana Alenina riuscivano a incantare cantando alcune terzine della Divina Commedia nella loro lingua, il russo, in un video dedicato:”P’r Carara i p’r cararini”. Vestite: una di bianco, una di verde e una di rosso, passeggiavano per le strade del centro storico, riprendevano il mare e la spiaggia di Marina, le Apuane che si stagliano contro i giochi delle nuvole in cielo, mentre la loro voce declamava soavemente le terzine di Inferno e Paradiso. Un video che arrivò primo nel concorso “Carrara per Dante”, bandito da un gruppo di carraresi amanti della cultura e di Carrara allo scopo di ricordare il legame forte tra il Sommo Poeta e la nostra cittadina, in occasione del settecentenario dalla morte di Dante Alighieri. Olga, Diana e Oxana fanno parte dell’associazione culturale russa Mir insieme ad altre e Marta Tongiani, studiosa ed esperta di cultura russa, attraverso il circolo culturale Vostok di cui è responsabile, collabora insieme a loro nell’organizzare corsi di lingua russa. E’ lei che ci spiega da dove nasce l’amore di queste ragazze per la cultura italiana e in modo particolare verso La Divina Commedia e di come ci sia un ponte invisibile costruito sull’innamoramento da parte dei russi per la cultura italiana. Stretto il legame anche con Carrara.

Quando chiamiamo Marta Tongiani, lei si trova proprio in compagnia delle ragazze di Mir: è la sera del 9 maggio e stanno festeggiando insieme, a base di piatti tipici russi, la Giornata della Vittoria che è il giorno, festeggiato in Russia, della dichiarazione di resa della Germania nazista nel 1945 con cui venne posta fine alla Seconda guerra mondiale. Ed è anche la giornata dell’Europa: il giorno in cui, il 9 maggio 1950, Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, uno dei padri fondatori dell’Unione europea, presentò il piano di cooperazione economica dando il via al processo che porterà alla nascita dell’Ue.

Strana coincidenza che simboleggia un rapporto, quello tra popoli europei e popolo russo, molto intenso con radici storico-culturali. Ce lo spiega Marta Tongiani: «Io ho frequentato per anni la Russia. Loro amano il nostro paese: è un amore che deriva dall’ammirazione nei confronti dell’antica Roma. Del resto la Russia ha sempre guardato all’Occidente» ci dice Tongiani e il nostro pensiero chiama alla mente la stessa bandiera russa, adottata da Pietro il Grande emulando la bandiera olandese, o di quando lo zar attuò il processo di occidentalizzazione del suo paese nello sforzo di modernizzarlo, imponendo agli uomini, tra le altre cose, il taglio delle loro tradizionali barbe lunghe.

«I nostri soldati durante la seconda guerra mondiale, pur essendo il nemico, vennero spesso curati — racconta Tongiani — per non parlare dei partigiani russi che vennero a combattere con la nostra Resistenza. Per loro la nostra lingue è musica, conoscono Dante che è stato tradotto in russo e viene studiato a scuola, conoscono i nostri scultori. Mosca e Pietroburgo portano testimonianze delle opere di architetti e artisti italiani. All’Ermitage c’è la scalinata ad opera della famiglia carrarese Triscornia » ci spiega la responsabile del circolo Vostock che ha trascorso alcuni anni, durante i suoi studi, in Russia. In effetti Carrara ha dei legami artistici anche con San Pietroburgo: sono del carrarese Andrea Triscornia (tra il 1834 – 38), le due statue in marmo raffiguranti S. Pietro e S. Paolo, collocate nella chiesa luterana di S. Pietroburgo.

«Tant’è vero —prosegue il discorso Tongiani — nel 2017 c’è stata una mostra con opere dell’Ermitage di San Pietroburgo, “Dopo Canova. Percorsi della scultura a Firenze e Roma” a Palazzo Cucchiari. Carrara ha un legame con la Russia per via del marmo —continua a raccontare — Pietro il Grande fece arrivare nel suo paese sculture di carraresi che ora sono custodite e in mostra all’Ermitage. L’Italia è nel cuore della Russia, per cui la situazione di oggi è molto penosa — fa notare l’insegnante di russo che passa così a parlare di quanto sta accadendo attualmente —la censura su Dostoevskij è stata un colpo al cuore. Nessun russo si permetterebbe di cancellare la percorso scolastico Dante ». Ci parla poi di Olga, Diana e Oxana, sposate a italiani con figli nati alcuni in Italia e alcuni in Russia: « Il loro gesto d’amore resta tale-afferma Marta Tongiani-non è cambiato niente, sono animate da un sentimento di pace. Quel video è stato una testimonianza del loro amore per Carrara. Amano questa città e la vedono più bella di quanto la vediamo noi che viviamo la sua bellezza dandola per scontata». Alla fine Marta Tongiani deve riattaccare: la festa sta cominciando e le ragazze la reclamano. E poi, assolutamente per caso, scopriamo il significato della parola mir: che in lingua russa si traduce in “mondo”, ma anche in “pace”.