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Carenza di spazi in cui poter studiare: il Circolo Arci chiede l’intervento dell’amministrazione

«Passata l'emergenza Covid, che ci auguriamo possa rappresentare una pagina da voltare rispetto alla storia locale, ora torniamo a chiedere conto al sindaco e alla giunta di agire nella direzione da loro promossa in campagna elettorale»

MASSA – Alla biblioteca Giampaoli di Massa, a distanza di quattro anni dall’insediamento della Giunta Persiani, si denuncia che nulla sia stato fatto per rendere giustizia ai giovani del territorio e risolvere così il problema della carenza di spazi in cui poter studiare. Così il Circolo Arci Trentuno Settembre chiede alle istituzioni di affrontare subito la questione così da poter essere pronti, a settembre, quando gli spazi torneranno a riempirsi, ad ospitare tutti coloro che necessitano di locali pubblici e accessibili.

«Per rinfrescare la memoria delle istituzioni riportiamo qua di seguito le parole pronunciate dal primo cittadino, Francesco Persiani, al momento della sua elezione, circa le condizioni dei locali destinati all’istruzione: “La questione giovanile è al centro del nostro programma. Senza giovani non c’è futuro. Ci interessa sostenere questa parte importante della nostra città. La mancanza di spazi per i giovani è un altro fallimento dell’attuale amministrazione (amministrazione Volpi, ndr). Amplieremo la biblioteca civica, ad oggi inadeguata ed in carenza perenne di posti lettura, creeremo spazi di aggregazione diffusi sul territorio, non solo in centro ma anche nei contesti più periferici, si pensi ad esempio a Marina di Massa. Lo faremo coinvolgendo le associazioni del Terzo Settore e i giovani stessi. È di vitale importanza promuovere la partecipazione diretta e recuperare il dialogo con i ragazzi della nostra città”.
Questa era la posizione del sindaco Francesco Persiani quattro anni fa. Che cosa è stato fatto in questo lasso di tempo per porre rimedio a tali disagi? Assolutamente nulla. Ricordiamo inoltre che nel frattempo sono stati realizzati flash mob e raccolte firme per portare all’attenzione delle istituzioni i problemi che derivano dal dover studiare nello stretto, tra l’altro raccolte firme sottoscritte anche da tre consiglieri di maggioranza. Dove sono finiti loro?
Passata l’emergenza Covid, che ci auguriamo possa rappresentare una pagina da voltare rispetto alla storia locale, ora torniamo a chiedere conto al sindaco e alla giunta di agire nella direzione da loro promossa in campagna elettorale. Sperando che la bandiera della Croce Rossa issata sul balcone di Palazzo Bourdillon non celi significati occulti circa il destino del medesimo palazzo: quando verrà riaperto al pubblico? Quali finanziamenti sono stati attratti per il suo ripristino?»