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«Dalla politica tante parole, ma la discarica di cava Fornace è ancora aperta»

Il comitato: «Durante le varie campagne elettorali i sindaci si dichiarano tutti pronti a chiuderla, senza poi fare atti concreti per giungere a quel fine»

MONTIGNOSO – “Dopo anni di attività e di lotta, a partire da un’inchiesta pubblica che ha dichiarato il sito di ex cava Fornace inidoneo a qualsiasi tipo di discarica, con  incontri e manifestazioni partecipate che hanno ulteriormente messo in evidenza come la scelta della discarica sia stata sbagliata sotto ogni profilo, il Comitato dei cittadini contro la discarica, grazie anche alle  pressioni sulla politica, è riuscito a far votare a cinque comuni del comprensorio (Pietrasanta, Montignoso, Seravezza, Forte dei Marmi e Massa) una mozione che ha chiesto alla Regione la chiusura della discarica”. A riferirlo è lo stesso comitato contro la discarica di cava Fornace, che da sempre si batte per la chiusura del sito.

“La Regione stessa nella precedente consigliatura ha votato per ben due volte mozioni d’indirizzo per la chiusura – ricorda il comitato – Durante le varie campagne elettorali i sindaci si dichiarano tutti pronti a chiudere questa discarica, senza poi fare atti concreti per giungere a quel fine: lo ha fatto Lorenzetti a Montignoso e si apprestano a farlo sia Murzi a Forte dei Marmi che Giovannetti a Pietrasanta. Il presidente della regione Giani in campagna elettorale aveva firmato un impegno per la sospensione dei conferimenti una volta arrivati a quota 43 metri (quota ormai raggiunta). Nonostante questi voti espressi dai consigli comunali e dal consiglio regionale la discarica è ancora aperta e la ditta che la gestisce continua ad insistere per poterla riempiere fino a quota 98 mt slm”.

“Ultimamente il comitato, tramite una petizione, ha interessato anche il Parlamento europeo, che si è espresso su questa discarica ritendo fondate le preoccupazioni dei cittadini chiedendo a Regione e Ministero chiarimenti su alcuni aspetti che cozzerebbero con le norme comunitarie: al contrario del Ministero la Regione non risulta essersi degnata neanche di rispondere, tanto da indurre la Commissione Europea a reiterare la richiesta per ottenere i chiarimenti richiesti. Sono mesi – sottolinea il comitato – che chiediamo un incontro all’assessora regionale all’ambiente Monni, senza mai avere un riscontro positivo, come sono mesi che insistiamo affinché i sindaci del comprensorio s’incontrino per portare avanti una strategia comune per arrivare alla chiusura di questa discarica, nata nel cuore della Versilia, a due passi dal Lago di Porta e sopra delle falde acquifere. Tante sono le criticità ambientali del territorio Apuo versiliese, ma il nostro caso rimane emblematico. Il gruppo si è riorganizzato e collegialmente abbiamo deciso di nominare come nostra portavoce e coordinatrice Chiara Elasti, che vogliamo ringraziare pubblicamente per la disponibilità ed il contributo dato in questi ultimi anni. Abbiamo inoltre aderito ad un coordinamento ambientalista composto ad oggi da ben 18 tra associazioni e comitati, tutti impegnati in lotte locali a salvaguardia dell’ambiente. Tutti noi chiediamo che la politica applichi sul serio una vera “transizione ecologica”, invece di continuare a usare le serissime questioni ambientali per sciacquarsi la bocca o, peggio ancora, per coprire attività e interessi che vanno in senso contrario alla ricerca del benessere dei cittadini e del territorio. I muri di gomma non ci faranno desistere, questo è sicuro!”